13 giugno, un incontro in Alpago

15 Giugno 2026

 

Il 13 giugno è data ricca di ricorrenze. A cominciare dalla celebrazione di Sant’Antonio, non solo per la Cristianità di Padova bensì per i fedeli di tutto il mondo che in questo giorno in molti convergono alla basilica del Santo per onorarlo e per chiedere grazie.

Non ci sono solo ricorrenze religiose, però, ma anche storiche. Infatti il 13 giugno 1946 re Umberto II andava in esilio e l’ultima bandiera sabauda ha sventolato sul torrino del Quirinale.

Ricorre anche l’anniversario dell’oscuro e mai risolto assassinio del maresciallo paracadutista incursore Marco Mandolini, il cui cadavere nel 1995 venne ritrovato su una scogliera dalle parti di Livorno e subito dipinto di ambiguità.

Inoltre in questo giorno varie iniziative hanno ricordato la battaglia del Solstizio della Prima Guerra Mondiale nei luoghi dove, sui Colli Alti del Monte Grappa e a Nervesa della battaglia (TV), gli Arditi di Giovanni Messe e le altre truppe italiane fermarono l’avanzata austroungarica sul Col Moschin e verso il Montello.

E in questa giornata colma di eventi da rammentare e cerimonie a ricordo, a Farra d’Alpago (BL), nella palestra messa a disposizione del comune che ha patrocinato l’avvenimento, si è tenuto un incontro, promosso dall’Associazione paracadutisti, con Edda Negri Mussolini, figlia di Annamaria e quindi nipote di Benito Mussolini.

Introdotta e poi intervistata dal giornalista e scrittore Toni Venturato, Edda Negri Mussolini ha presentato al pubblico un suo libro “I Mussolini dopo Mussolini” in cui narra le vicende della sua famiglia, senza approfondimenti politici e soffermandosi più sulla vita familiare che sui fatti storici che sono rimasti sullo sfondo.

Ha ricordato in particolare la figura di sua nonna Rachele, della mamma Annamaria, della zia Edda e, ovviamente, di Sua Eccellenza, il nonno, raccontando aneddoti e leggendo due lettere, lasciate prima della morte una da Benito e l’altra da Annamaria, mancata il 25 aprile del 1968.

La simpatica Edda ha anche descritto il suo passato quale animatrice del famoso pupazzo Topo Gigio e del suo lavoro in RAI quale autrice, nonché le problematiche attraversate per via del cognome, sottolineando, però, che riscontra più odio e avversione adesso, specie tramite i social, che al tempo in cui erano ancora vivi vari avversari politici, protagonisti delle vicende storiche che li han visti opporsi al nonno e alla sua parte.

Verso la fine della sua esposizione, mettendo un po’ le mani avanti per timore di possibili incredulità che poi non si sono manifestate, Edda ha introdotto con molta convinzione un discorso sui suoi cari defunti che lei considera come angeli custodi e di cui coglie i segni della presenza in fatterelli banali ma che sorprendono nel contesto del momento: un improvviso raggio di sole in una stanza in penombra, una farfalla inaspettata che si posa, e cose del genere. E ha raccontato di rivolgersi ai defunti quando necessita di aiuto e di come questo non manchi mai. È stata ascoltata con un silenzio non solo esteriore e con molta attenzione.

 

Condividi

Trending posts

Leggi anche