A 150 anni dalla mostra che diede vita al movimento impressionista il Museo d’Orsay che, degli Impressionisti, conserva una delle collezioni più importanti al mondo, dedicherà al compleanno del movimento una grande mostra organizzata in collaborazione con il Musée de l’Orangerie e la National Gallery of Art di Washington.
Titolo della mostra “L’istante impressionista”, che sarà visitabile dal 26 marzo al 14 luglio prossimo, proponendo un percorso che indaga sulle origini dell’Impressionismo attraverso 130 opere, partendo dai lavori esposti nello studio di Nadar il 15 aprile 1874, quando l’esposizione organizzata dagli appartenenti alla Società anonime des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs, raccolse la recensione tranchante del critico Louis Leroy, che tratteggiava nel giornale le Chiarivari una sagace satira sullo spettacolo inaspettato cui aveva assistito. Il titolo dell’articolo era “L’esposizione impressionista”. Furono trentuno gli artisti rivoluzionari che decisero di “disertare” le regole canoniche del salone e tra questi Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgard Degas, Camille Pissarro, Alfred Sisley e Paul Cézanne.
Da quel momento la storia dell’arte non sarebbe più stata la stessa, perché era nato il movimento impressionista. Per celebrare i 150 anni dalla prima mostra dell’impressionismo in tutta la Francia fioriranno progetti espositivi e iniziative.
Leroy stigmatizzava con questo aggettivo appena coniato, di impressionisti, che da allora avrebbe identificato quel gruppo di sovversivi dell’arte, le pennellate ben visibili e confuse di quella pittura di tocco e colore, in presa diretta della realtà, che non metteva a fuoco forme o colori, ma tendeva a creare un’atmosfera, concentrandosi sulla percezione del momento. Claude Monet, d’altronde, aveva intitolato un suo quadro “Impressione, sole nascente”, dipinto nel 1872 ed esposto presso il boulevard des Capucines.
Al Musée d’Orsay le opere impressioniste degli inizi saranno esposte a confronto con dipinti e sculture che presero parte al Salone ufficiale, con l’intenzione di produrre l’effetto straniante provocato all’epoca dall’audace approccio degli Impressionisti, ma anche con l’intenzione di far capire come, all’interno della stessa accademia, stessero nascendo nuove risposte ai cambiamenti di una società in trasformazione, toccata dagli esiti del conflitto franco-tedesco del 1870.
Dopo Parigi la mostra sarà presentata, nel prossimo autunno, alla National Gallery of Art di Washington.
Questo anniversario rappresenta un avvenimento di portata nazionale che coinvolge oltre trenta città della Francia da Nord a Sud, dal Musée des Impressionismes di Giverny, che dedica una mostra al soggetto del mare interpretato dai colori impressionisti passando per il Museo d’Arte Moderna André Malraux di Le Havre, che mette in luce il ruolo fondamentale svolto dalla Normandia nello sviluppo della fotografia. E ancora il Palais des Beaux Arts di Lille, che pone come protagonista il maestro Claude Monet, mentre la città di Limoges rende omaggio a Pierre Auguste Renoir. Superati i confini francesi non poteva mancare la collaborazione in Italia con l’Accademia di Francia a Roma, a Villa Medici, che organizza una rassegna sul tema iconografico dei limoni, spesso rappresentato da Monet e legato alla storia della famiglia Medici.


