38. Un numero, un destino

4 Marzo 2024

 

 

Elvio Rotondo racconta la sua vita. La vita di un soldato e, al contempo, di un intellettuale. O meglio, di un acuto osservatore della geopolitica. Che non è, solo, analisi di eventi politici e militari, ma curiosità (nel senso latino di “curiositas”) per i popoli e le loro culture e storie, il loro modo di vivere, di mangiare. Di pensare e di essere.

 

E lo fa utilizzando una narrazione che ricorda il “flusso di coscienza”. Nella quale le vicende personali si intrecciano, inscindibilmente, con i grandi eventi della storia recente.

“Trentotto”, il titolo, ed anche, anzi soprattutto, il numero del destino.

38° il numero del Corso allievi sottufficiali nel quale Elvio Rotondo entra lo stesso giorno dell’uccisione di Aldo Moro. E, poi, a 38 anni giunge, addetto militare, a Seul. Dopo esperienze in Bosnia e Kosovo. E, a Seul, trova un osservatorio privilegiato che gli permette di analizzare la, complessa, temperie geopolitica dell’Estremo Oriente.

 

L’ascesa dell’India. Il Grande Gioco per il controllo del Mar Cinese Meridionale. Gioco che vede da una parte Pechino e dall’altra Indonesia, Filippine, Vietnam… dietro ai quali si staglia l’ombra lunga di Washington. E, naturalmente, il ruolo, complicato, del Giappone. E il Grande Gioco intorno a Taiwan.

 

Ma Corea, o, se vogliamo, Coree, significa innanzitutto 38° Parallelo. La storia irrisolta che ritorna. Il numero del destino per Elvio Rotondo.

Che ci racconta tutto questo con una sensibilità particolare. Non solo le, lucide e approfondite, analisi geopolitiche, ma anche la storia culturale, i colori, i sapori dei cibi, la vita brulicante delle città orientali.

Uno strumento, questo libro, indispensabile per comprendere davvero, al di là degli algidi fatti, un mondo che ci sembra lontanissimo. E che, in realtà, incide, e sempre più inciderà profondamente sulle nostre vite.

Non solo estremo oriente, però. L’esperienza autobiografica di Elvio Rotondo, esperienza che si fa lucida analisi, attraversa gli anni del terrorismo in Italia, il racconto della Caduta del Muro di Berlino. Le guerre balcaniche e quelle del Golfo. Il problema, mai risolto, dell’Afghanistan. La minaccia del jihadismo.

Ed arriva all’oggi. Al conflitto in Ucraina. E a quelli in Medio Oriente, e in Nord Africa. Con particolare attenzione alla Libia.

 

È un libro che apre molti orizzonti di conoscenza. Senza, però, mai gravare con un eccesso di tecnica. Di linguaggio per specialisti ed addetti ai lavori.

Perché Elvio Rotondo – che oggi, dopo il congedo, è una delle colonne portanti della Fondazione Nodo di Gordio, di studi geopolitici – è narratore di razza. Capace di rendere piacevole, con una scrittura al contempo vivace e sorvegliata, anche il tema più arduo.

 

Alla fine, l’autore annuncia un prossimo romanzo, di spionaggio. “Intrigo al 38° parallelo”. Siamo davvero “curiosi” di averlo fra le mani…

 

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