C’è perfidia, a destra. Si avvicinano le vacanze di Pasqua e gli organizzatori di Librincorte hanno deciso di rovinare il meritato riposo a Berizzi, Trocino ed ai loro imitatori. Perché il 6 e 7 aprile a Correzzola, si svolgerà la “rassegna della libera editoria”, con la partecipazione di rappresentanti di 50 sfumature di nero. Nero inteso in senso politico. Ed i Berizzi e Trocino di turno dovranno trascorrere le vacanze a studiare per tentare di capire le differenze tra una sfumatura e l’altra.
Mica facile per chi non è mai riuscito a districarsi tra Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, tra Terza Posizione e i Nar. O, persino, tra le varie correnti del defunto Msi.
A loro, agli esperti di neofascisteria, piacciono di più le sfilate dei neomeloniani. Tutti uguali, tutti fedeli alla linea anche se la linea non c’è. Almeno sanno che la politica estera è quella decisa da Biden, che quella economica è decisa a Bruxelles. E i giornalisti che devono occuparsi del settore possono dedicarsi, in tutta tranquillità, al pettegolezzo. Sulle frequentazioni di Gianbruno o sul processo alla famiglia Tulliani-Fini.
Invece a Correzzola, piccolo centro del Padovano al confine con la provincia veneziana, i poveri esperti di fascisteria dovranno districarsi tra gli eredi degli anarco-nazi-maoisti ed i neomeloniani ortodossi, tra ex piddini approdati al centrodestra ed i grandi protagonisti della stagione della Nuova Destra, tra libertari antivaccini e zelenskyani della prima ora, tra sostenitori di Putin e fans di Trump.
Con la certezza che i perfidi organizzatori, pur conoscendo perfettamente la collocazione politico ideologica degli ospiti che parteciperanno ai convegni, si guarderanno bene dal comunicarla ai sedicenti esperti di fascisteria delle varie testate giornalistiche. Dovranno studiare per non confondere le posizioni di Tarchi con quelle di Biloslavo, o quelle di Segatori con quelle di Cerno.
Troppo difficile? Probabilmente sì. E allora gli esperti si rifugeranno nella consueta banalità e nella confusione totale, dedicandosi all’analisi delle cravatte, dei foulard, delle giacche e delle gonne. Perché, per i Berizzi di turno, le differenze nelle destre sono solo questioni di abbigliamento.
50 sfumature di nero si confronteranno a Librincorte. Chissà se i Berizzi di turno capiranno le differenze..
C’è perfidia, a destra. Si avvicinano le vacanze di Pasqua e gli organizzatori di Librincorte hanno deciso di rovinare il meritato riposo a Berizzi, Trocino ed ai loro imitatori. Perché il 6 e 7 aprile a Correzzola, si svolgerà la “rassegna della libera editoria”, con la partecipazione di rappresentanti di 50 sfumature di nero. Nero inteso in senso politico. Ed i Berizzi e Trocino di turno dovranno trascorrere le vacanze a studiare per tentare di capire le differenze tra una sfumatura e l’altra.
Mica facile per chi non è mai riuscito a districarsi tra Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, tra Terza Posizione e i Nar. O, persino, tra le varie correnti del defunto Msi.
A loro, agli esperti di neofascisteria, piacciono di più le sfilate dei neomeloniani. Tutti uguali, tutti fedeli alla linea anche se la linea non c’è. Almeno sanno che la politica estera è quella decisa da Biden, che quella economica è decisa a Bruxelles. E i giornalisti che devono occuparsi del settore possono dedicarsi, in tutta tranquillità, al pettegolezzo. Sulle frequentazioni di Gianbruno o sul processo alla famiglia Tulliani-Fini.
Invece a Correzzola, piccolo centro del Padovano al confine con la provincia veneziana, i poveri esperti di fascisteria dovranno districarsi tra gli eredi degli anarco-nazi-maoisti ed i neomeloniani ortodossi, tra ex piddini approdati al centrodestra ed i grandi protagonisti della stagione della Nuova Destra, tra libertari antivaccini e zelenskyani della prima ora, tra sostenitori di Putin e fans di Trump.
Con la certezza che i perfidi organizzatori, pur conoscendo perfettamente la collocazione politico ideologica degli ospiti che parteciperanno ai convegni, si guarderanno bene dal comunicarla ai sedicenti esperti di fascisteria delle varie testate giornalistiche. Dovranno studiare per non confondere le posizioni di Tarchi con quelle di Biloslavo, o quelle di Segatori con quelle di Cerno.
Troppo difficile? Probabilmente sì. E allora gli esperti si rifugeranno nella consueta banalità e nella confusione totale, dedicandosi all’analisi delle cravatte, dei foulard, delle giacche e delle gonne. Perché, per i Berizzi di turno, le differenze nelle destre sono solo questioni di abbigliamento.
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