80 anni fa la strage di Pola. Più di 100 morti. Il più grave atto terroristico in Italia. Chissà se qualcuno lo ricorderà

18 Agosto 2026

Chissà se, oggi, Olla e il Tg5 Tel Aviv ricorderanno la strage di Pola a 80 anni esatti dal crimine dei partigiani titini. Chissà se Mattarella dedicherà una corona di fiori agli oltre 100 italiani uccisi dai terroristi. Chissà se Schlein e la gauche in redazione dedicheranno alle vittime di Pola lo stesso tempo che, ogni anno, dedicano a Marzabotto o a Sant’Anna di Stazzena.

Oppure se, come in tutti gli anni passati, faranno finta di niente.

 

Perché non solo ci sono morti e morti, nella loro discriminazione dei defunti, ma ci sono terroristi e terroristi. Poco importa, dunque, che le vittime, compresi numerosi bambini che stavano assistendo ad una gara di nuoto, non avessero nulla a che fare con il fascismo. E che la guerra fosse finita da più di un anno. D’altronde anche in Italia le stragi proseguivano, impunite ovviamente.

E allora, se bisognava nascondere i crimini commessi in Italia, perché mai cercare i compagni slavi che avevano assassinato più di 100 civili italiani? È il più grave attentato terroristico compiuto in Italia, perché Pola era ancora italiana, ma a qualcuno non fa piacere ricordarlo.

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