Sergei Lavrov è solito parlare chiaro. Molto chiaro, ancorché col tono misurato, e pacato, del diplomatico di carriera. Uso cercare, sempre e comunque, una via d’uscita. Una soluzione politica alle controversie.
Proprio per qesto andrebbe sempre ascoltato. E quello che dice andrebbe valutato con molta attenzione.
Perché le parole di Lavrov, spesso se non sempre, rappresentano la mano tesa del Cremlino. La disponibilità, e le condizioni, per porre fine alla guerra in Ucraina.
E, soprattutto, per impedire che questa si dilati. E divenga una deflagrazione mondiale.
Lavrov si lamenta. Lamenta che Washington non abbia dato alcun seguito agli, ormai vecchi, Accordi di Anchorage. Che avrebbero, a suo dire, potuto porre fine alla guerra in Ucraina. Ed evitare un massacro.
E lamenta, soprattutto, che la Casa Bianca, dopo aver suscitato inutili speranze, continui non solo a fornire armi a Kiev, ma a mantenere, se non inasprire, le sanzioni contro la Russia.
Il buon senso dovrebbe, da tempo, aver portato a ben altro consiglio. Anche perché Mosca è tutt’altro che isolata, ed anzi, con i BRICS ed altre alleanze, sta espandendo la sua influenza. Politica ed economica.
E qui, attenzione. Perché il discorsetto di Lavrov diviene più concreto. E deciso.
Washington deve smettere di considerare il Mondo come sua esclusiva proprietà. Di cui poter disporre a piacimento.
Il mondo è complesso e si regge su equilibri più complessi ancora. Agire come ha fatto la Casa Bianca in Venezuela, e come sta facendo oggi nei confronti di Cuba, è comportarsi come un elefante in un negozio di cristallerie.
Genera solo disastri.
Sarebbe ora, dice il “pacato” Ministro russo, che a Washington prendessero atto che il Mondo non è cosa loro.
E non lo sono neppure le Americhe.
Cuba, il Venezuela, i paesi andini, e soprattutto il, grande, Brasile sono paesi indipendenti. Con una loro politica. E, come tali, vanno rispettati, oltre che riconosciuti.
Washington, aggiunge, certo è un Colosso.
Non è, però, l’unico Colosso. E converrebbe a tutti che rispettasse l’indipendenza degli altri. Di tutti gli altri.
Ne trarrebbe giovamento la stessa America.
Anche perché, ormai, non ha alternative.
Osservazioni interessanti, no?
Quasi un avvertimento…

