A lezione da Lavrov

30 Settembre 2026

 

 

Sergei Lavrov è solito parlare chiaro. Molto chiaro, ancorché col tono misurato, e pacato, del diplomatico di carriera. Uso cercare, sempre e comunque, una via d’uscita. Una soluzione politica alle controversie.

 

Proprio per qesto andrebbe sempre ascoltato. E quello che dice andrebbe valutato con molta attenzione.

 

Perché le parole di Lavrov, spesso se non sempre, rappresentano la mano tesa del Cremlino. La disponibilità, e le condizioni, per porre fine alla guerra in Ucraina.

E, soprattutto, per impedire che questa si dilati. E divenga una deflagrazione mondiale.

Lavrov si lamenta. Lamenta che Washington non abbia dato alcun seguito agli, ormai vecchi, Accordi di Anchorage. Che avrebbero, a suo dire, potuto porre fine alla guerra in Ucraina. Ed evitare un massacro.

 

E lamenta, soprattutto, che la Casa Bianca, dopo aver suscitato inutili speranze, continui non solo a fornire armi a Kiev, ma a mantenere, se non inasprire, le sanzioni contro la Russia.

 

Il buon senso dovrebbe, da tempo, aver portato a ben altro consiglio. Anche perché Mosca è tutt’altro che isolata, ed anzi, con i BRICS ed altre alleanze, sta espandendo la sua influenza. Politica ed economica.

 

E qui, attenzione. Perché il discorsetto di Lavrov diviene più concreto. E deciso.

Washington deve smettere di considerare il Mondo come sua esclusiva proprietà. Di cui poter disporre a piacimento.

 

Il mondo è complesso e si regge su equilibri più complessi ancora. Agire come ha fatto la Casa Bianca in Venezuela, e come sta facendo oggi nei confronti di Cuba, è comportarsi come un elefante in un negozio di cristallerie.

 

Genera solo disastri.

 

Sarebbe ora, dice il “pacato” Ministro russo, che a Washington prendessero atto che il Mondo non è cosa loro.

E non lo sono neppure le Americhe.

 

Cuba, il Venezuela, i paesi andini, e soprattutto il, grande, Brasile sono paesi indipendenti. Con una loro politica. E, come tali, vanno rispettati, oltre che riconosciuti.

 

Washington, aggiunge, certo è un Colosso.

Non è, però, l’unico Colosso. E converrebbe a tutti che rispettasse l’indipendenza degli altri. Di tutti gli altri.

 

Ne trarrebbe giovamento la stessa America.

Anche perché, ormai, non ha alternative.

 

Osservazioni interessanti, no?

Quasi un avvertimento…

 

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