A Torino i parchi si difendono, ma gli ambientalisti non vedono gli accampamenti Rom

24 Agosto 2026

Per anni gli ambientalisti torinesi hanno combattuto, giustamente, contro il progetto di Esselunga di realizzare l’ennesimo supermercato in area centrale. Una struttura che avrebbe distrutto un giardino posto di fronte al tribunale e vicino ad un campo di calcio.

Battaglia vinta. Esselunga ha ridimensionato il progetto, il parco è salvo. E invece no. Perché un supermercato è un crimine contro l’ambiente, ma l’occupazione del terreno da parte delle roulotte e dei camper di gruppi rom è inclusivo. Casualmente a ridosso del luogo di partenza dei bus a lunga percorrenza, con passeggeri distratti e valigie facilmente rubabili. Ma è solo una coincidenza.

 

L’assenza degli ambientalisti, invece, evidentemente non è una coincidenza. Ma una scelta perfettamente in linea con il non pensiero woke. Che impedisce di difendere il verde, di tutelare l’ambiente, se a distruggerlo sono le categorie politicamente corrette, quelle che hanno solo diritti e nessun dovere. Neppure nei confronti dell’ambiente, dei giardini, dei bambini che lo frequentano.

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