A Ture, l’olio di olive taggiasche. Quelle vere..

19 Marzo 2024

Olive taggiasche.. Ma allora esistono! E sono quelle vere. Perché, ormai, anche per le olive si è arrivati al tarocco garantito. Come in passato per il Castelmagno, un formaggio prodotto in quantità limitata, e rigorosamente numerata, sulle Alpi occitane piemontesi ma che, con la moltiplicazione dei pani, dei pesci e dei formaggi, era offerto in qualsiasi ristorante e trattoria della Penisola e pure delle Isole. Stesso fenomeno per le olive taggiasche, o per alcuni vini di successo.

Il nome stesso indica il luogo di produzione, nel Ponente Ligure, ed i terreni sono per forza di cose limitati. Tra il mare e le cime delle Alpi Marittime. Perciò diventa quasi un miracolo trovare a Horeca, il nuovo salone della ristorazione ospitato al Lingotto Fiere di Torino, un produttore vero di olive taggiasche e del conseguente olio. Lui è Matteo Agnese e “A Ture” (La Torre in ligure) è il marchio con cui l’azienda agricola di Chiusavecchia, a 7 km da Imperia, commercializza i prodotti ottenuti da 9mila ulivi sparsi su 30 ettari.

Olive monocultivar taggiasche da cui si ricava olio extravergine taggiasco, olive in salamoia, olive snocciolate e paté di olive. E, per chi ha la fortuna di frequentare la zona, c’è anche la possibilità di fermarsi a gustare i piatti del territorio nella trattoria di famiglia.

La scelta di partecipare a Horeca è legata ai progetti di espansione commerciale sul territorio di Torino e provincia, in collaborazione con il distributore Volverte a ber. D’altronde l’area subalpina è sempre più attenta alla gastronomia di qualità ed anche l’olio è tornato ad essere protagonista della cucina del territorio. Come era già stato in passato quando il riscaldamento ambientale aveva favorito l’espansione degli ulivi in Piemonte e l’innalzamento della quota di impianto delle vigne. E senza strilli d’allarme degli antenati dei gretini..

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