Ai mercanti di armi serve la guerra infinita in Ucraina

17 Dicembre 2025

Mentre l’inquilino del Quirinale spiegava che la Russia non può modificare i confini, gli euroebetini si riunivano sotto la direzione di Trump per provare a stabilire quanto i confini potessero venire modificati per raggiungere un accordo con Mosca. Non si tratta, ovviamente, di un salutare bagno nella realtà da parte dei guerrafondai di Bruxelles.

Semplicemente hanno individuato un altro strumento per guadagnare. Loro, ovviamente, non i rispettivi popoli.

Dunque hanno preso atto di aver raccontato un sacco di menzogne, con il sostegno dei media compiacenti. I russi non stanno combattendo con le vanghe, gli ucraini non stanno per occupare Mosca, l’economia russa non è crollata e, sul terreno, poco meno del 20% dell’Ucraina è sotto il controllo del Cremlino.

E allora che si fa? Ci si inventa una soluzione alla coreana. Putin si tiene ciò che ha conquistato – a meno che l’inquilino del Quirinale decida di andare a combattere direttamente, senza mandare a morire altri giovani – e Zelensky non riconosce ufficialmente la sconfitta. Ci si ferma lì.

Semplice ipocrisia? Macché. Se la Russia si annette i territori e Kiev non li riconosce come russi, resta un conflitto aperto. Perché Zelensky ritiene il Donbass occupato “momentaneamente”. In altri termini esiste sempre la possibilità di riprendere le ostilità per recuperarlo.

Ciò significa che bisogna continuare ad armarsi e ad armare Zelensky. Togliendo ai popoli europei ogni chance di sviluppo, di crescita, di benessere. Armi, solo armi. E Trump è d’accordo perché parte delle armi pagate dagli europei saranno acquistate dagli USA. Inoltre il denaro sprecato per le armi sarà sottratto alla crescita, all’innovazione. Rendendo l’Europa sempre meno competitiva rispetto agli USA. E sempre più irrilevante anche come eventuale partner della Cina.

Un grande affare, ma non per i popoli europei.

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