Al G7 si rafforzano i Brics. La Turchia chiede di aderire

16 Giugno 2024

Non si può certo dire che l’allargamento del G7 ad altri Paesi non sia stato proficuo. È stata infatti l’occasione per consentire ad Erdogan e Lula di avere un incontro diretto in cui il “dittatore di Ankara”, come lo aveva definito quel fine diplomatico di Draghi, ha chiesto al presidente brasiliano un appoggio per l’ingresso della Turchia nei Brics. Che, nel frattempo, si sono riuniti in Russia per la prima volta dopo l’allargamento ai nuovi membri. In presenza, inoltre, dei rappresentanti di alcuni degli altri Paesi che vorrebbero aderire.

Una lista sempre più lunga, dal Vietnam alla Mauritania, da Cuba al Bahrein, dal Bangladesh al Venezuela. Ma è soprattutto la richiesta della Turchia ad essere rilevante poiché si tratterebbe del primo Paese Nato ad entrare a far parte del gruppo che comprende, tra gli altri, Russia e Cina, ossia i Paesi odiati da Stoltenberg e dai suoi portaborse dei Paesi europei.

Quella dei Brics non è, ovviamente, un’alleanza militare e neppure politica in senso stretto. Dunque non esiste un impedimento né formale né pratico per una eventuale adesione di Ankara. Che, tuttavia, rappresenterebbe un chiaro segnale dell’insoddisfazione del Sud globale per i componenti dell’Occidente collettivo. A cominciare dall’uso politico di sanzioni, dazi ed ora anche furti delle risorse dei Paesi che non accettano gli ordini di Washington.

Tra l’altro le immagini imbarazzanti di Biden, con tanto di badante italiana, evidenziano chiaramente che le decisioni non vengono prese da un presidente ormai completamente rimbambito, ma da un entourage che risponde ad interessi che nulla hanno a che fare con un voto democratico, con una maggioranza popolare. Ed i maggiordomi europei stanno portando il mondo verso la distruzione per soddisfare un gruppo di potere che spaccia i propri interessi per l’esportazione della democrazia.

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