Il 25% dei milanesi rinuncia a curarsi per mancanza di soldi. Il 71,2% ha ridotto la qualità della spesa per lo stesso motivo. Oltre il 50% ha ridotto i consumi a partire da riscaldamento ed elettricità. Sono alcuni degli indicatori di crescente povertà nel capoluogo lombardo, pubblicati dal quotidiano Il Giorno. Precisando che non si tratta della popolazione “fragile” ma degli appartenenti al ceto medio, nella stragrande maggioranza proprietari della casa in cui vivono, impoveriti dalle scellerate ed ottuse politiche governative. Prezzi folli e stipendi fermi. Inevitabile il risultato.
Ma Il Giorno non è l’unico ad accorgersi del massacro sociale del ceto medio. Anche il Sole 24 Ore evidenzia le difficoltà, di quella che un tempo era la borghesia italiana, di fronte al problema delle ferie estive. Con un turismo italiano interessato esclusivamente agli stranieri altospendenti, il ceto medio è costretto a ridurre drasticamente il periodo delle vacanze. Si scende, quando va bene, da 15 a 11 giorni. Oppure, nonostante la follia dei prezzi dei biglietti aerei, si vola verso altri lidi.
A partire dall’Egitto che ha stabilito il record di arrivi di visitatori. Gli italiani – ricorda il quotidiano di Confindustria – sono aumentati del 250% e quest’anno si rafforzano ulteriormente i collegamenti aerei. Ma è crescente anche l’interesse per la Grecia, nonostante i rincari che spingono verso la riscoperta di Malta. Mentre – che strano – non c’è il tutto esaurito nelle località più care italiane, dalla Sardegna al Salento.
Di fronte a queste crescenti difficoltà di quello che era l’asse portante dell’economia italiana, il governo tace e si limita a ricordare i record di assunzioni di lavoratori sottopagati. Mentre l’oppofinzione bela contro l’autonomia differenziata, fingendo di ignorare che le differenze tra i territori esistono. E con la cifra che basta al Sud per acquistare un alloggio comodo per 4 persone, a Milano ci si può permettere una soffitta in periferia. Ma queste cose Elly l’armocromata e De Luca non le sanno.
Al Nord il ceto medio rinuncia a cure e vacanze. Governo e oppofinzione se ne fregano
Il 25% dei milanesi rinuncia a curarsi per mancanza di soldi. Il 71,2% ha ridotto la qualità della spesa per lo stesso motivo. Oltre il 50% ha ridotto i consumi a partire da riscaldamento ed elettricità. Sono alcuni degli indicatori di crescente povertà nel capoluogo lombardo, pubblicati dal quotidiano Il Giorno. Precisando che non si tratta della popolazione “fragile” ma degli appartenenti al ceto medio, nella stragrande maggioranza proprietari della casa in cui vivono, impoveriti dalle scellerate ed ottuse politiche governative. Prezzi folli e stipendi fermi. Inevitabile il risultato.
Ma Il Giorno non è l’unico ad accorgersi del massacro sociale del ceto medio. Anche il Sole 24 Ore evidenzia le difficoltà, di quella che un tempo era la borghesia italiana, di fronte al problema delle ferie estive. Con un turismo italiano interessato esclusivamente agli stranieri altospendenti, il ceto medio è costretto a ridurre drasticamente il periodo delle vacanze. Si scende, quando va bene, da 15 a 11 giorni. Oppure, nonostante la follia dei prezzi dei biglietti aerei, si vola verso altri lidi.
A partire dall’Egitto che ha stabilito il record di arrivi di visitatori. Gli italiani – ricorda il quotidiano di Confindustria – sono aumentati del 250% e quest’anno si rafforzano ulteriormente i collegamenti aerei. Ma è crescente anche l’interesse per la Grecia, nonostante i rincari che spingono verso la riscoperta di Malta. Mentre – che strano – non c’è il tutto esaurito nelle località più care italiane, dalla Sardegna al Salento.
Di fronte a queste crescenti difficoltà di quello che era l’asse portante dell’economia italiana, il governo tace e si limita a ricordare i record di assunzioni di lavoratori sottopagati. Mentre l’oppofinzione bela contro l’autonomia differenziata, fingendo di ignorare che le differenze tra i territori esistono. E con la cifra che basta al Sud per acquistare un alloggio comodo per 4 persone, a Milano ci si può permettere una soffitta in periferia. Ma queste cose Elly l’armocromata e De Luca non le sanno.
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