Bastava osservare il grande ricevimento di attori, attrici, registi e amici vari al Quirinale, con Mattarella, per comprendere senza difficoltà le ragioni del declino italiano. E non è solo una questione di cinema. Anzi, la settimana arte in versione italiana è solo la conseguenza del declino, non la responsabile. Ma allora cos’è che diventa simbolo della crisi? Il Sistema. Quel Sistema marcio di potere, di relazioni, di incroci famigliari. Tutti parenti di tutti e amici di tutti.
In teoria non ci sarebbe nulla di male. Se non fosse che quei “tutti” sono caratterizzati da bassa qualità che si trasforma in successo esclusivamente per effetto delle relazioni. L’attrice moglie del regista che è stato il compagno della scrittrice ora moglie del direttore della testata che, in passato, stava con la conduttrice di un programma televisivo dove non manca mai la comparsata dell’attrice all’inizio della lista e di tutto l’amichettismo ed il familismo di contorno. Con attacchi a La Russa per garantirti un premio non come regista ma come antifà.
Non è soltanto il fastidioso mondo dello spettacolo romano. Perché lo squallore si ripete, identico, a Milano. E si ripete anche a Torino, forse persino con effetti peggiori poiché si passa dal mondo dello spettacolo a quello degli affari e dell’economia in genere. L’immagine offerta dalle liti alla Fondazione Crt è oltre i limiti della decenza. Così come le vicende giudiziarie che coinvolgono la famiglia Elkann/Agnelli.
Economia, cultura, spettacolo. Sempre gli stessi nomi, le stesse famiglie, la stessa mancanza di qualità. Con i politici, solo alcuni politici, ammessi a corte per coinvolgerli negli interessi degli oligarchi di casa nostra. Per coinvolgerli, soprattutto, nella falsa narrazione dello sviluppo di un’Italia il cui Pil cresce “addirittura” dello 0,7%. Cioè non cresce. Cioè deve affrontare nuovi tagli e sacrifici. Ma che valgono solo per gli esclusi dalle feste dell’oligarchia squallida ed egoista.
Al Quirinale! Al Quirinale! Per la passerella dell’amichettismo e del familismo senza qualità
Bastava osservare il grande ricevimento di attori, attrici, registi e amici vari al Quirinale, con Mattarella, per comprendere senza difficoltà le ragioni del declino italiano. E non è solo una questione di cinema. Anzi, la settimana arte in versione italiana è solo la conseguenza del declino, non la responsabile. Ma allora cos’è che diventa simbolo della crisi? Il Sistema. Quel Sistema marcio di potere, di relazioni, di incroci famigliari. Tutti parenti di tutti e amici di tutti.
In teoria non ci sarebbe nulla di male. Se non fosse che quei “tutti” sono caratterizzati da bassa qualità che si trasforma in successo esclusivamente per effetto delle relazioni. L’attrice moglie del regista che è stato il compagno della scrittrice ora moglie del direttore della testata che, in passato, stava con la conduttrice di un programma televisivo dove non manca mai la comparsata dell’attrice all’inizio della lista e di tutto l’amichettismo ed il familismo di contorno. Con attacchi a La Russa per garantirti un premio non come regista ma come antifà.
Non è soltanto il fastidioso mondo dello spettacolo romano. Perché lo squallore si ripete, identico, a Milano. E si ripete anche a Torino, forse persino con effetti peggiori poiché si passa dal mondo dello spettacolo a quello degli affari e dell’economia in genere. L’immagine offerta dalle liti alla Fondazione Crt è oltre i limiti della decenza. Così come le vicende giudiziarie che coinvolgono la famiglia Elkann/Agnelli.
Economia, cultura, spettacolo. Sempre gli stessi nomi, le stesse famiglie, la stessa mancanza di qualità. Con i politici, solo alcuni politici, ammessi a corte per coinvolgerli negli interessi degli oligarchi di casa nostra. Per coinvolgerli, soprattutto, nella falsa narrazione dello sviluppo di un’Italia il cui Pil cresce “addirittura” dello 0,7%. Cioè non cresce. Cioè deve affrontare nuovi tagli e sacrifici. Ma che valgono solo per gli esclusi dalle feste dell’oligarchia squallida ed egoista.
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