Allargare il conflitto

23 Maggio 2026

 

 

Zelensky è, ormai, disperato. La, fasulla, retorica di vittorie ucraine assai improbabili e fantasiose, le minacce, l’ostentazione di una sicurezza astratta, non bastano più.

Gli alleati occidentali, o meglio i suoi padroni, ormai hanno compreso che la guerra in Ucraina è persa. E già cercano nuovi scenari per impegnare militarmente i russi. Ovvero nuova carne da mandare al macello.

E così Zelensky, lo squallido comico da cabaret di quart’ordine imposto come Presidente dell’Ucraina, cerca di dilatare il più possibile il conflitto. Sperando che questo gli permetta di sopravvivere politicamente. E di continuare, almeno per un po’, ad accumulare fortune all’estero.

 

Il rischio, però, è gravissimo. Zelensky conta sui baltici, che continuamente gli fornisco spazio ed anche basi operative per lanciare sulla Russia droni con intenti terroristici.

 

Intendendo per “terrorismo” attacchi indiscriminati, volti a colpire la popolazione civile. E, chiaramente, mirati a spingere i russi – che hanno sempre cercato di limitare gli attacchi a strutture militari ed industriali – a comportarsi allo stesso modo.

 

Contando sul fatto che la reazione di Mosca venga amplificata dai Media occidentali, favorendo un intervento militare della NATO.

 

NATO ed Europa che, di fatto, sono in guerra, ancorché velatamente, con Mosca. Un velame, a dire il vero, che è menzogna palese. Una foglia di fico cui nessuno, e sottolineo nessuno, può davvero credere.

Zelensky, inoltre, può contare sui “nani Baltici”, che la guerra con la Russia vogliono. E, ovviamente, sulla Kallas, che rappresenta questi interessi nel “governo” europeo. Dove, per altro, dovrebbe fare ben altro che incitare alla guerra con Mosca.

 

Zelensky è stato imposto dagli americani. Che hanno pilotato prima la piazza di Kiev, poi delle elezioni falsate nel profondo.

 

Tuttavia quella era l’Amministrazione Biden, e Trump ha fatto capire in tutti i modi di non avere alcun interesse a sostenere ancora Kiev.

Pur con non poche contraddizioni, sta cercando di ricostruire il rapporto con Putin. Ancorchè, probabilmente, in ritardo.

 

Un ritardo che ha avvicinato sempre più Putin e Xi Jinping. Gettando ormai chiaramente le premesse dei nuovi equilibri globali.

 

Tutto questo, però, non interessa al comico tirannello di Kiev. Che cerca, solo, di prolungare la propria vita politica, e di accumulare fortune.

Per fare questo è disposto a tutto. Anche a scatenare una guerra di proporzioni apocalittiche. E che, probabilmente, sfugge completamente ad un’immaginazione drogata.

 

Zelensky, ormai, è fuori controllo. I suoi burattinai non ne tirano più i fili. E un burattino senza burattinaio diventa estremamente scomposto. E pericoloso.

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