Si lé-z-ombre dou dézespouer i té catson lo solei, Si lo net i veun pieu ner, Léva-tè, aréta-lò. Si lo soléi va sé coutsé apré lo net y é dza demàn. I veun lo net, fa pa dourmì, i veun lo net i fo lutté. I veun lo net, aréta-lò perqué demàn y é dza tro tar. I veun lo net, aréta-lò, y é dza tro tar, y é dza demàn *. Se le ombre della disperazione ti nascondono il sole, se la notte diventa più scura, alzati, fermala. Se il sole si nasconde dopo la notte, è già domani. Viene la notte, non bisogna dormire, arriva la notte e bisogna lottare. Arriva la notte, fermala perché domani sarà troppo tardi. Arriva la notte, fermala, è già troppo tardi, è già domani.
La notte è arrivata, sull’Italia, sull’Europa. Ma pochi si sono alzati in piedi per fermarla. Però qualcuno lo ha fatto. Lo sta facendo. In Germania, indubbiamente. Non a caso i media di servizio, in tutto il Vecchio Continente, stanno sbarellando per cercare di nascondere una realtà che diventa ogni giorno più scomoda. Certo, per i beoti della gauche in redazione è sufficiente bollare Afd come partito neonazista e Sahra Wagenknecht come la capofila del rossobrunismo. E tanto basta. Poi, come sempre, tentano di coinvolgere il Bsw di Wagenknecht in una lettura quasi accettabile, anche per mancanza di alternative. Però la scomunica pronunciata dal fascistologo Trocino, sul Corriere della Sera, nei confronti della rossobruna resta una indicazione chiara: non fa parte della famiglia delle sinistre.
Perché quelle buone, in Italia, devono essere liberali, ricche, viziate, arroganti e intolleranti. Al servizio del grande capitale e lontane dalla plebaglia populista e sovranista. Al servizio di Washington e Tel Aviv, contro Putin ed ogni multilateralismo. Trocino dixit. E le tavole della legge sono al completo.
C’è chi dice no. In Germania. Qualcuno anche in Francia. Molti meno in Italia. Perché ci sono anche in Italia le voci di dissenso. Un dissenso totale, nei confronti di una destra fluida di governo che ha rinnegato di tutto e di più, e nei confronti di questa sinistra liberale, una oppofinzione di uno squallore assoluto. Tutti uniti nell’incapacità di gestire una bocciofila e nella pretesa di gestire un Paese, seppur al servizio di poteri esterni. Non a caso, all’Onu, lady Piscina finge di non accorgersi delle nuove stragi israeliane in Libano.
Ma che spazi ha, il dissenso? Pochissimi. E se qualcuno tenta di allargarsi, arrivano le censure, i blocchi sulle piattaforme social. Democrazia Sovrana Popolare tenta di raccogliere le firme per presentare la lista alle regionali della Liguria, potendo contare su un martello pneumatico come Rizzo che non si ferma di fronte a qualsivoglia ostacolo. Il movimento Indipendenza di Alemanno, presente in Liguria, non si sa quali obiettivi abbia nel breve periodo, ma le analisi sulla situazione non mancano mai. E poi c’è Di Battista con il suo Schierarsi, per far politica al di fuori dei partiti.
Tutto bello, giusto, coraggioso. Però se le iniziative non decollano significa che qualche errore viene commesso. Al di là della sfortuna di avere a che fare con un gregge italiano che farebbe sembrare un eroe anche Don Abbondio. Però la comunicazione è deficitaria e le seconde linee pure. E non vale neppure la scusa dell’ostracismo dei media. Afd è molto più penalizzata ed anche Wagenknecht non gode del sostegno del sistema mediatico. Però, insieme, hanno più del 40% dei consensi. Ed hanno già costretto i partiti tradizionali a cambiare alcune scelte politiche non irrilevanti.
*Te raiss, testo di Magui Bétemps interpretato da Maura Susanna
Alzati e combatti per fermare la notte che avanza
Si lé-z-ombre dou dézespouer i té catson lo solei, Si lo net i veun pieu ner, Léva-tè, aréta-lò. Si lo soléi va sé coutsé apré lo net y é dza demàn. I veun lo net, fa pa dourmì, i veun lo net i fo lutté. I veun lo net, aréta-lò perqué demàn y é dza tro tar. I veun lo net, aréta-lò, y é dza tro tar, y é dza demàn *. Se le ombre della disperazione ti nascondono il sole, se la notte diventa più scura, alzati, fermala. Se il sole si nasconde dopo la notte, è già domani. Viene la notte, non bisogna dormire, arriva la notte e bisogna lottare. Arriva la notte, fermala perché domani sarà troppo tardi. Arriva la notte, fermala, è già troppo tardi, è già domani.
La notte è arrivata, sull’Italia, sull’Europa. Ma pochi si sono alzati in piedi per fermarla. Però qualcuno lo ha fatto. Lo sta facendo. In Germania, indubbiamente. Non a caso i media di servizio, in tutto il Vecchio Continente, stanno sbarellando per cercare di nascondere una realtà che diventa ogni giorno più scomoda. Certo, per i beoti della gauche in redazione è sufficiente bollare Afd come partito neonazista e Sahra Wagenknecht come la capofila del rossobrunismo. E tanto basta. Poi, come sempre, tentano di coinvolgere il Bsw di Wagenknecht in una lettura quasi accettabile, anche per mancanza di alternative. Però la scomunica pronunciata dal fascistologo Trocino, sul Corriere della Sera, nei confronti della rossobruna resta una indicazione chiara: non fa parte della famiglia delle sinistre.
Perché quelle buone, in Italia, devono essere liberali, ricche, viziate, arroganti e intolleranti. Al servizio del grande capitale e lontane dalla plebaglia populista e sovranista. Al servizio di Washington e Tel Aviv, contro Putin ed ogni multilateralismo. Trocino dixit. E le tavole della legge sono al completo.
C’è chi dice no. In Germania. Qualcuno anche in Francia. Molti meno in Italia. Perché ci sono anche in Italia le voci di dissenso. Un dissenso totale, nei confronti di una destra fluida di governo che ha rinnegato di tutto e di più, e nei confronti di questa sinistra liberale, una oppofinzione di uno squallore assoluto. Tutti uniti nell’incapacità di gestire una bocciofila e nella pretesa di gestire un Paese, seppur al servizio di poteri esterni. Non a caso, all’Onu, lady Piscina finge di non accorgersi delle nuove stragi israeliane in Libano.
Ma che spazi ha, il dissenso? Pochissimi. E se qualcuno tenta di allargarsi, arrivano le censure, i blocchi sulle piattaforme social. Democrazia Sovrana Popolare tenta di raccogliere le firme per presentare la lista alle regionali della Liguria, potendo contare su un martello pneumatico come Rizzo che non si ferma di fronte a qualsivoglia ostacolo. Il movimento Indipendenza di Alemanno, presente in Liguria, non si sa quali obiettivi abbia nel breve periodo, ma le analisi sulla situazione non mancano mai. E poi c’è Di Battista con il suo Schierarsi, per far politica al di fuori dei partiti.
Tutto bello, giusto, coraggioso. Però se le iniziative non decollano significa che qualche errore viene commesso. Al di là della sfortuna di avere a che fare con un gregge italiano che farebbe sembrare un eroe anche Don Abbondio. Però la comunicazione è deficitaria e le seconde linee pure. E non vale neppure la scusa dell’ostracismo dei media. Afd è molto più penalizzata ed anche Wagenknecht non gode del sostegno del sistema mediatico. Però, insieme, hanno più del 40% dei consensi. Ed hanno già costretto i partiti tradizionali a cambiare alcune scelte politiche non irrilevanti.
*Te raiss, testo di Magui Bétemps interpretato da Maura Susanna
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