È un mondo difficile quello che deve affrontare l’eroico Massimo Giannini. Sì, proprio l’ex direttore della Busiarda, il quotidiano torinese di John Elkann che lui, forse per conto di Putin e degli iraniani, ha provveduto ad affossare ulteriormente. D’altronde Torino non gli piaceva, ci stava il meno possibile: perché avrebbe dovuto rilanciare il giornale della peggior altaborghesia subalpina? E così si è dedicato al ruolo di editorialista per Repubblica, sempre scuderia Elkann, per non sbagliare il padrone. E sempre con i medesimi brillanti risultati.
Ma un genio del giornalismo politico può essere confinato in poche righe di un quotidiano in caduta libera? Certo che no! E allora il prode gira tra le tante trasmissioni gauchiste della TV italiana (ma non era TeleMeloni?) per portare il suo verbo. Però non basta, perché i talk show a cui partecipa sono visti da una minima parte della sempre più ridotta schiera di telespettatori.
Dunque occorre andare oltre. E il prode si inventa la chat antifà. Il Bella Ciao via smartphone, per raggruppare altri giornalisti gauchisti e poi artisti, registi, grandi nomi e nessuna sostanza, e ancora cani e porci di quella sinistra intello divenuta ormai insopportabile per la sinistra che si limita a pensare con il proprio cervello.
Finalmente Giannini è felice. Può dibattere solo con chi è alla sua altezza. Non con gli italiani ottusi che non capiscono la sua immensità. Peccato che, nell’orgasmo di cotanto accoppiamento di intelligenze, qualcuno sbrachi e invochi l’assassinio di Vannacci. Va beh, so’ ragazzi che si fanno trascinare dagli inviti della gauche in redazione con Raimo che istiga all’aggressione e Montanari che vuole gli avversari nelle fogne. Chiacchiere da smartphone, perché questi intellettuali non paiono grandi combattenti.
Ma Giannini si infuria. Troppo severo con i “compagni che sbagliano” a parlare? Macchè. Si infuria contro l’infame che ha reso pubblica la pacata conversazione e, ancor di più, contro chi ha osato sbeffeggiare lui e Bella chat. I fascisti? No! I compagni. Quelli che non ne possono più di prime donne che potrebbero e dovrebbero rintanarsi nelle retrovie; quelli che vorrebbero proposte intelligenti e non onanismo intellettuale; quelli che amano la politica e non le puttanate autoreferenziali.
Avrà capito, Giannini? Certo che no. Non capisce ed anzi rilancia. Con una manifestazione a fine maggio per seguire le orme dei girotondini di Nanni Moretti. Chissà, forse pensava ai girondini della Rivoluzione francese, ma considerando la scarsa propensione per la Storia, quella vera..
Anche la sinistra vera sbeffeggia la chat antifà di Giannini
È un mondo difficile quello che deve affrontare l’eroico Massimo Giannini. Sì, proprio l’ex direttore della Busiarda, il quotidiano torinese di John Elkann che lui, forse per conto di Putin e degli iraniani, ha provveduto ad affossare ulteriormente. D’altronde Torino non gli piaceva, ci stava il meno possibile: perché avrebbe dovuto rilanciare il giornale della peggior altaborghesia subalpina? E così si è dedicato al ruolo di editorialista per Repubblica, sempre scuderia Elkann, per non sbagliare il padrone. E sempre con i medesimi brillanti risultati.
Ma un genio del giornalismo politico può essere confinato in poche righe di un quotidiano in caduta libera? Certo che no! E allora il prode gira tra le tante trasmissioni gauchiste della TV italiana (ma non era TeleMeloni?) per portare il suo verbo. Però non basta, perché i talk show a cui partecipa sono visti da una minima parte della sempre più ridotta schiera di telespettatori.
Dunque occorre andare oltre. E il prode si inventa la chat antifà. Il Bella Ciao via smartphone, per raggruppare altri giornalisti gauchisti e poi artisti, registi, grandi nomi e nessuna sostanza, e ancora cani e porci di quella sinistra intello divenuta ormai insopportabile per la sinistra che si limita a pensare con il proprio cervello.
Finalmente Giannini è felice. Può dibattere solo con chi è alla sua altezza. Non con gli italiani ottusi che non capiscono la sua immensità. Peccato che, nell’orgasmo di cotanto accoppiamento di intelligenze, qualcuno sbrachi e invochi l’assassinio di Vannacci. Va beh, so’ ragazzi che si fanno trascinare dagli inviti della gauche in redazione con Raimo che istiga all’aggressione e Montanari che vuole gli avversari nelle fogne. Chiacchiere da smartphone, perché questi intellettuali non paiono grandi combattenti.
Ma Giannini si infuria. Troppo severo con i “compagni che sbagliano” a parlare? Macchè. Si infuria contro l’infame che ha reso pubblica la pacata conversazione e, ancor di più, contro chi ha osato sbeffeggiare lui e Bella chat. I fascisti? No! I compagni. Quelli che non ne possono più di prime donne che potrebbero e dovrebbero rintanarsi nelle retrovie; quelli che vorrebbero proposte intelligenti e non onanismo intellettuale; quelli che amano la politica e non le puttanate autoreferenziali.
Avrà capito, Giannini? Certo che no. Non capisce ed anzi rilancia. Con una manifestazione a fine maggio per seguire le orme dei girotondini di Nanni Moretti. Chissà, forse pensava ai girondini della Rivoluzione francese, ma considerando la scarsa propensione per la Storia, quella vera..
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