Cari lettori,
Dal 9 febbraio al 29 febbraio 2024 Spazio Musa ospiterà la mostra Antologica d’incanto di Barbara Nejrotti a cura di Luigi Mazzardo e Maria Libera Amato, col patrocinio della Regione Piemonte.
La mostra racconta e delinea il percorso creativo che Barbara Nejrotti compie a partire dal 2014, con la messa a punto del suo linguaggio espressivo attraverso una peculiare tecnica di cucitura, plasmando così il suo stile originale e unico. Nel primo periodo di attività artistica sono le emozioni umane e l’affinamento della tecnica a prevalere, facendo emergere la profondità del suo iniziale linguaggio.
L’arte figurativa che si esprime in questa fase trasmette il desiderio di connettersi all’altro, attraverso l’empatia che crea con un percorso molto coinvolgente. Durante il lockdown del 2020, quando la vita si ferma, l’artista si trova a un bivio, rappresentato proprio da quella tela cucita al telaio. Affascinata e ispirata dall’opera del Maestro Leonardo Mosso, scopre nelle geometrie leggere un nuovo linguaggio. La geometria diventa ricerca di perfezione e di equilibrio, coinvolgendo profondamente il sentimento umano.
L’artista si libera della razionalità, esplorando un percorso di equilibrio e purezza. Le opere in questa fase sono prevalentemente bianche ed esprimono questa ricerca inconscia. Attraverso l’arte della cucitura sulla tela, Nejrotti cattura il tempo in un momento eterno. Ora i suoi quadri, ispirati agli Spazialisti del Novecento, vanno oltre, creando uno spazio-tempo unico. Le figure geometriche cucite proiettano ombre che diventano la rappresentazione tangibile di un tempo ‘fermo’. Ogni spessore tra le tele è un tassello di questa dimensione temporale, una testimonianza visiva dell’arte che coniuga passato, presente e futuro.
Barbara Nejrotti vive e lavora a Torino. Dopo anni dedicati alla sperimentazione, nel 2014 trova la propria dimensione espressiva fondendo insieme diverse tecniche, dalla lavorazione del legno al cucito, dalla pittura al taglio. Con lei nasce la “tecnica dello spessore” di cui è depositaria, per mezzo della quale, sia concettualmente che fisicamente, sutura le figure in modo tale che mantengano spessore nella trama delle opere.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra le quali nel 2017 al Parlamento Europeo di Bruxelles e nel 2018 alla Chagall House di Tel Aviv.
Nel 2020 dopo l’incontro con il maestro Leonardo Mosso, accompagnata da Enrico Baleri, passa definitivamente all’astrazione di matrice spazialista.
