Io cerco, sempre di fondarmi sulla logica nell’analisi degli scenari geopolitici. So bene, però, che la logica non esaurisce tutto. Sarebbe troppo facile. La natura umana è complessa e si riflette anche, forse soprattutto, nella geopolitica. Fattori emozionali, psicologici, culturali… ridurre tutto alla logica è impossibile. E, soprattutto, sarebbe gravemente erroneo.
Tuttavia, un minimo di logica è pur sempre necessaria. Per comprendere le situazioni. E prendere coscienza delle… assurdità. Di ciò che è, semplicemente, impossibile.
Come l’accordo fra Hamas e Israele. Di cui si parla molto in queste ore. Incontri, mediati e non diretti, proposte e controproposte. Con l’Egitto come ospite e grande artefice diplomatico.
Grandi speranze, naturalmente. Enfatizzate dai media internazionali. Ma speranze palesemente… illogiche.
Perché un accordo si può trovare solo tra chi… si parla. E parlarsi significa, in qualche misura, riconoscersi reciprocamente.
Cosa che Israele ed Hamas non sono disposti a fare.
E così mentre si produceva tanta fuffa retorica sulla liberazione degli ostaggi, tregue e cessate il fuoco e loro eventuale, durata, Nethanyau continuava a dire, apertis verbis, che la guerra non avrebbe avuto termine sino alla distruzione totale di Hamas.
Vi sembra una posizione conciliante con una trattativa? Non vi notate una qualche… contraddizione logica ?
Per altro anche la posizione dei vertici di Hamas non erano diverse. Nè sembrano essere cambiate.
Qualche sfumatura di differenza fra la leadership politica nascosta all’estero, e i comandi militari operativi nella Striscia di Gaza. Ma la sostanza restava e resta la stessa. Obiettivo uno Stato Palestinese dal fiume al mare. Previa la distruzione di Israele.
E allora perché meravigliarsi se, appena, rientrate le delegazioni dall’Egitto, l’esercito israeliano ha dato inizio all’offensiva su Rafah? Che non potrà concludersi se non con un massacro di civili di proporzioni apocalittiche. Anche perché Al Sisi si è affrettato a chiudere il valico col Sinai, verso il quale si stanno precipitando oltre un milione di disperati.
Nethanyau vuol vincere la guerra. Ne va della sta stessa esistenza politica, oltre che del futuro di Israele. E non guarda in faccia a nessuno.
I capi di Hamas sono ben coscienti della tragedia ineluttabile. E non hanno fatto nulla per evitarla. Anzi, pensano a come capitalizzare nel prossimo futuro l’odio mediatico che sta montando contro Israele in tutto il mondo arabo. Danno Gaza per persa. Ma il loro obiettivo è la Cisgiordania. E, in prospettiva, tutta la Giordania.
Il Mondo Occidentale assiste. Inerte e ipocrita. Nulla è davvero stato fatto, e nulla verrà fatto per impedire l’apocalisse.
La finta diplomazia, i proclami umanitari, gli appelli non servono.
E, soprattutto, si dimostrano assurdi. Illogici.
Sono cinico? Semplicemente applico la logica più elementare. L’unica che potrebbe portare, forse, verso una soluzione. Il resto… sono solo parole vane. Che i fatti smentiscono immediatamente.


