Arrivano i militari nei quartieri di Torino. E gli spacciatori consegnano la droga in monopattino

26 Marzo 2024

Via Berthollet, a Torino. Una delle strade dello spaccio di droga, 24 ore su 24. E poi dicono che i giovani non hanno voglia di lavorare.. Giovani di importazione, impegnati a pagarci le pensioni. A stroncare tutto questo meraviglioso attivismo ha provveduto una pattuglia mista di carabinieri e militari dell’esercito. La via si è svuotata. Pareva quasi di essere in una città europea, con abitanti tendenti al pallido.

Un miracolo? Una situazione destinata a mutare definitivamente la realtà della strada e del quartiere di San Salvario?

Meglio non illudersi. Perché, a poche decine di metri, una grande risorsa in monopattino riforniva di dosi un cliente che si era ritrovato spaesato per lo svuotamento di via Berthollet. Per poi tornare a fare scorte.

E allora, forse, la via ripulita è solo un contentino gentilmente offerto dagli spacciatori alla pattuglia teoricamente impegnata nella lotta alla droga. In altri quartieri non c’è stato neppure il gesto di spostarsi. E gli spacciatori hanno continuato a lavorare a pochi metri dalle pattuglie che dovevano impegnarsi per far finta di non vedere.

D’altronde che lotta alla droga si vuol fare se, tanto, gli spacciatori bloccati vengono immediatamente rimessi in libertà e, in meno di 24 ore, tornano sul medesimo luogo di vendita di morte? Se leggi e magistrati non cambiano, le pattuglie rappresentano solo una presa in giro per i cittadini che pagano le tasse per avere città molto ma molto differenti.

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