Assassini in libertà. Ma per i politici il problema sono le intercettazioni

22 Gennaio 2024

La madre di un ragazzo di 20 anni, assassinato da un coetaneo, urla contro una giustizia che ha messo ai domiciliari chi le ha ucciso il figlio. Per la strage di Viareggio, con 32 morti, dopo 15 anni si è arrivati alla richiesta di ridurre le pene per i responsabili, in modo che nessuno dei “grandi nomi” debba trascorrere neanche una notte in carcere. Il figlio di un regista, dopo aver ucciso con l’auto due ragazzine, è tranquillamente libero di divertirsi a Londra e si cerca un modo perché una eventuale condanna ai servizi sociali non disturbi troppo la sua vita da gaudente.

Però, per i politici italiani, il vero problema della giustizia italiana è rappresentato dalla pubblicazione di notizie relative ad inchieste su deputati, senatori, amministratori locali.

Le vittime della violenza quotidiana non interessano. Non interessa lo spaccio di droga, non interessano le aggressioni nelle periferie urbane, non interessano le occupazioni di case quando l’inquilino regolare finisce in ospedale, non interessano i borseggi in metropolitana o le truffe online agli anziani.

I provvedimenti della politica mirano a svuotare le carceri, non a togliere dalle strade i delinquenti. Perché i politici sono sempre in prima fila per le iniziative tese al recupero dei colpevoli, ma spariscono sempre quando occorrerebbe occuparsi delle vittime. A meno che le vittime non siano loro stessi o i loro parenti e amici. E vale anche per i media. D’altronde media e magistrati sono perfettamente allineati quando si tratta di partire all’assalto non solo di chi abbatte gli autovelox, ma anche di chi osa sorridere soddisfatto. Apologia di reato, questa è la nuova emergenza in Italia, non l’invivibilità delle periferie.

C’è solo Mario Giordano che si degna di occuparsi di coloro che si vedono portar via la casa da delinquenti di ogni colore. E Giordano, anche per questo, non gode di grande apprezzamento nella categoria.

Ma per il resto, il nulla. Guai a protestare per le sentenze sulle morti bianche, guai a protestare per gli assassini lasciati in libertà. Le sentenze si rispettano e basta. È sceso lo spirito santo ad illuminare i magistrati rendendoli infallibili. Tranne che per la sentenza sui saluti romani. In quel caso lo spirito santo era uscito in cortile a fumare..

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