Atreju, la destra si confronta cercando qualcosa da dire

9 Dicembre 2024

Ed anche quest’anno è arrivato il momento, lungo una settimana, per lo show pubblico della destra italiana che si esibisce a Roma con il consueto appuntamento di Atreju. Nato come occasione di incontro della destra giovanile, si è trasformato in una passerella dei soliti noti, senza alcuno slancio innovativo, ma anche nell’occasione per lanciare messaggi.

Sia attraverso la presenza di ospiti dell’attuale oppofinzione, sia con inviti mirati per far capire il nuovo corso della maggioranza. E la presenza dell’argentino Milei è già indicativo della scelta liberista e della cancellazione ufficiale di ogni tentazione peronista. Troppo fascisti, Juan Domingo ed Evita, per piacere ai neomeloniani.

La speranza è che qualcosa di più possa uscire da una settimana di discussioni sullo scibile umano. Perché il partito di maggioranza e di governo dovrebbe sforzarsi di elaborare un concetto, un’idea, un programma che non sia solo parole a caso. Qualcosa di più rispetto all’inserimento di Cristoforo Colombo, a fianco di Dante, nel pantheon della destra. Va bene individuare qualcuno da apprezzare, da imitare. Però il partito che esprime anche il ministro della cultura dovrebbe provare a creare cultura, a produrla e non solo a riproporre un grande passato.

Tra l’altro l’ignoranza crassa delle nuove generazioni, indottrinate da professori gauchisti, dovrebbe facilitare il compito poiché si andrebbe ad intervenire su menti vergini, visto che l’ossessione idiota dell’antifascismo contagia solo una minoranza rumorosa ma trascurabile dei ragazzi in età scolare.

Però servirebbe coraggio, servirebbe preparazione, servirebbe intelligenza. Bisognerebbe andare oltre la banalità del quotidiano. Forse in occasione dell’edizione di Atreju del prossimo anno.

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