No, non è un gioco. Ieri Andrea Marcigliano aveva provato a giocare con le possibili conseguenze di una evoluzione della situazione in Ucraina, rispettivamente con la vittoria di Mosca o di Kiev. E aveva ipotizzato che venissero “scalzati dal potere, in modo più o meno indolore, Orban in Ungheria e Fico in Slovacchia”. Ecco, a pochi minuti dalla pubblicazione dell’articolo qualcuno ha provato ad eliminare Fico, e non in modo indolore. E mentre il premier slovacco era sotto i ferri, i TG italiani avevano già iniziato la criminalizzazione della vittima. Preludio alla prossima glorificazione dell’attentatore.
D’altronde è chiaro, per i media italiani, che Fico è il cattivo, filo putiniano ed anti Zelensky. Dunque chi ha sparato è il buono, il partigiano che elimina il populista, xenofobo, omofobo. Magari, nonostante le origini da comunista, si riuscirà a descrivere Fico come fascista. Mentre l’eroe è un progressista, filo Bruxelles. Forse parla anche inglese. Ci fosse ancora tempo, qualcuno potrebbe candidarlo alle elezioni europee. Insieme ad altri antifà impegnati/e ad eliminare chi si oppone al pensiero unico obbligatorio.
E poi l’eroe slovacco ha anche una funzione di deterrenza. Come farà Orban, in Ungheria, a tutelare ancora gli interessi di Budapest in contrasto con quelli di Biden e Ursula? Sapendo che i buoni possono sempre trovare un patriota pronto a farsi carico del dovere di eliminare i nemici dell’Occidente collettivo. È la strana idea di democrazia occidentale. Di esportazione dei principi democratici e, soprattutto, degli interessi degli oligarchi Usa.
Ad ingarbugliare la ricostruzione interviene, come di consueto, il Menzognero. Sostenendo che l’attentatore era vicino a un gruppo di estremisti filorussi. Gruppo che non esiste più, ma utile per dar la colpa al cattivo del Cremlino.
Non è un gioco. Come non lo era stato in Vietnam quando gli esportatori di democrazia decisero di eliminare il proprio uomo a Saigon. Per sostituirlo con chi li avrebbe condotti al disastro. Perché gli assassini non sempre brillano per intelligenza.
Attentato a Fico, per la felicità dell’Occidente collettivo
No, non è un gioco. Ieri Andrea Marcigliano aveva provato a giocare con le possibili conseguenze di una evoluzione della situazione in Ucraina, rispettivamente con la vittoria di Mosca o di Kiev. E aveva ipotizzato che venissero “scalzati dal potere, in modo più o meno indolore, Orban in Ungheria e Fico in Slovacchia”. Ecco, a pochi minuti dalla pubblicazione dell’articolo qualcuno ha provato ad eliminare Fico, e non in modo indolore. E mentre il premier slovacco era sotto i ferri, i TG italiani avevano già iniziato la criminalizzazione della vittima. Preludio alla prossima glorificazione dell’attentatore.
D’altronde è chiaro, per i media italiani, che Fico è il cattivo, filo putiniano ed anti Zelensky. Dunque chi ha sparato è il buono, il partigiano che elimina il populista, xenofobo, omofobo. Magari, nonostante le origini da comunista, si riuscirà a descrivere Fico come fascista. Mentre l’eroe è un progressista, filo Bruxelles. Forse parla anche inglese. Ci fosse ancora tempo, qualcuno potrebbe candidarlo alle elezioni europee. Insieme ad altri antifà impegnati/e ad eliminare chi si oppone al pensiero unico obbligatorio.
E poi l’eroe slovacco ha anche una funzione di deterrenza. Come farà Orban, in Ungheria, a tutelare ancora gli interessi di Budapest in contrasto con quelli di Biden e Ursula? Sapendo che i buoni possono sempre trovare un patriota pronto a farsi carico del dovere di eliminare i nemici dell’Occidente collettivo. È la strana idea di democrazia occidentale. Di esportazione dei principi democratici e, soprattutto, degli interessi degli oligarchi Usa.
Ad ingarbugliare la ricostruzione interviene, come di consueto, il Menzognero. Sostenendo che l’attentatore era vicino a un gruppo di estremisti filorussi. Gruppo che non esiste più, ma utile per dar la colpa al cattivo del Cremlino.
Non è un gioco. Come non lo era stato in Vietnam quando gli esportatori di democrazia decisero di eliminare il proprio uomo a Saigon. Per sostituirlo con chi li avrebbe condotti al disastro. Perché gli assassini non sempre brillano per intelligenza.
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