E, alla fine, la destra fluida di governo ha smesso di occuparsi solo dei propri rapporti con la magistratura e ha presentato una proposta di legge per innalzare le pene previste per gli spacciatori. In modo che i giudici abbiano la possibilità di mandare in galera i venditori di morte. Questo, almeno, è quanto sostengono i politici. In realtà, aumentando le pene massime, si toglierà ai magistrati l’alibi di non poter contrastare un fenomeno in costante aumento. Poi, probabilmente, troveranno qualche escamotage per evitare di togliere dalla strada gli spacciatori, ma almeno l’alibi non funzionerà più.
D’altronde sono ormai numerosi, in tutte le grandi città, i quartieri totalmente in mano ai delinquenti che vendono morte. Nella totale indifferenza delle istituzioni. Anche le ronde di esercito e forze dell’ordine sono totalmente inutili. Nella migliore delle ipotesi lo spaccio si sposta di una decina di metri, ma a volte il “lavoro” prosegue senza neppure il fastidio di un breve e momentaneo spostamento.
Ovviamente la proposta di legge ha già trovato la protesta dei benaltristi secondo cui bisognerebbe occuparsi solo delle grandi organizzazioni, lasciando che i manovali della droga proseguano indisturbati a rovinare giovani e meno giovani. Fingendo di ignorare le conseguenze su cervelli e corpi, le depressioni, le morti per overdose, le rapine per procurarsi il denaro per la droga. Tutto questo non conta. Non contano i drammi famigliari e le vittime delle aggressioni, non contano gli scippi ai danni degli anziani ed i furti nei negozi.
Ai benaltristi non interessa nulla di tutto ciò. Perché a loro non piace che ad occuparsi della proposta di legge sia Augusta Montaruli. La droga non è un problema, chi la combatte sì.

