C’era una volta, a scuola, l’ora di ginnastica. Con professori privi di qualsiasi diploma specifico che insegnavano a marciare, a fare dietrofront, conversioni.. Non i fondamentali di qualche sport di nicchia, ma tutt’al più la corsa, il salto, l’arrampicata su pertiche e funi. Poi è arrivata l’educazione fisica e adesso l’ora di scienze motorie.
I risultati si vedono, soprattutto in questi giorni di affollamento per gli acquisti di Natale: la gente, per strada, non sa più camminare. Lenti, ciondolanti, incapaci di scarti improvvisi per evitare gli ostacoli. E forse l’incapacità di camminare contribuisce agli incidenti provocati dalla pavimentazione sconnessa, dalle buche, dai gradini.
Incapaci anche di comprendere che, su un marciapiede stretto, camminare affiancati crea problemi quando si incrociano altre persone. Allorché dovrebbe intervenire la buona educazione, insieme a un po’ di gentilezza. Tutto scomparso, insieme all’intelligenza.
E allora forse si dovrebbe ricominciare proprio dalla ginnastica di base, dalla cura di una semplice camminata. Che non assomiglia per nulla allo strascicare dei piedi per raggiungere il divano dove abbandonarsi sfiniti per i pochi metri percorsi.
