Battaglie navali

6 Agosto 2026

 

 

Esultanze italiane per l’abbordaggio di una nave battente bandiera africana, ma considerata parte della flotta ombra russa.

Abbordaggio avvenuto in acque internazionali. E, quindi, assolutamente illegale.

 

Però l’Italia se ne fa un vanto. Grottesco. O meglio sarebbe grottesco se non fosse solo la spia di un fenomeno ben più vasto.

 

Perché gli europei stanno conducendo una vera e propria “Guerra di corsa” contro la Russia.

Una guerra non dichiarata, epperò sostenuta da Bruxelles che, evidentemente, si considera la nuova Tortuga.

 

L’Irlanda ha apertamente dichiarato di essere partecipe di questa nuova guerra corsara.

Che le sue navi intercetteranno tutti i trasporti russi e li inibiranno completamente.

E questo indipendentemente sia dalla bandiera di questi, sia dal fatto che navighino in acque internazionali.

 

Estremamente dura, com’è ovvio, la risposta di Mosca.

Che ha avvisato Dublino di come ogni abbordaggio, in acque internazionali, di navi russe o che trasportano derrate da e per la Russia, verrà considerato un atto di guerra illegale. E riceverà immediata, e adeguata, risposta militare.

 

A questo si aggiunga la delirante politica di Kiev. Che prima ha attaccato con missili e droni una nave trasporto iraniana nel Mar Nero. Causando un morto e alcuni gravi feriti.

Poi ha scatenato i suoi attacchi, con esiti altrettanto disastrosi, verso una petroliera battente bandiera turca.

 

Atti, entrambi, di pirateria. Ai quali Tehran minaccia di reagire manu militari, lanciando i suoi missili sull’Ucraina.

 

Ankara al momento tace. Ma è un silenzio gravido di minaccia.

 

Al di là del giudizio morale su questi comportamenti, alcune osservazioni più fredde e ciniche diventano necessarie.

 

Stanno completamente saltando tutti gli accordi che hanno garantito la sicura e libera navigazione dei mari per molti decenni.

 

Accordi che, in sostanza, hanno permesso la circolazione delle merci e degli uomini, favorendo così il processo di globalizzazione.

 

Che, ora, si sta frantumando. Con il ritorno non tanto ad acque di influenza, ma ad una condizione di “pericolosità” e insicurezza quale non si vedeva da ben oltre un secolo.

 

È indicativo di una nuova stagione della geopolitica marittima. Caratterizzata da rischio, minacce, pirateria. Dallo scontro sui mari di potenze maggiori e minori, per averne il controllo.

 

La serrata iraniana dello Stretto di Ormuz ne è, solo, il simbolo tangibile.

 

Al di là delle fanfaluche festanti di certo inutili idioti, irlandesi e italiani, si sta preparando un periodo estremamente difficile.

 

Questo conflitto sui mari avrà una, inevitabile e pesante, ricaduta sull’economia mondiale. E, soprattutto, su quella europea, già alquanto in difficoltà.

L’approvvigionamento di gas, petrolio e altre materie prime diventerà sempre più difficile. E i prezzi, inevitabilmente leviteranno mettendo in seria difficoltà la vita dei comuni cittadini.

Di noi tutti, per essere chiari.

 

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