Non sarà uno scontro tra titani, quello tra Stefano Bonaccini e Federico Mollicone. Ma il primo è comunque presidente del PD e il secondo presidente della commissione cultura della Camera in quota Fdi. Dunque ciò che dichiarano ha un certo peso. In questo caso a proposito della delirante idea di imporre un patentino di antifascismo per partecipare alla prossima edizione della fiera del libro di Roma.
Di fronte a questa idiozia assoluta sono insorti anche alcuni intellettuali gauchisti, a partire da Cacciari. Ma anche Canfora. Chi pensa, insomma, ha giudicato questa porcata per quello che è. E Bonaccini? Il presidente del PD, dopo l’immancabile precisazione di provenire da una famiglia di provata fede democratica ed antifascista, ha spiegato una cosa semplice semplice, comprensibile persino a una parte del suo partito: con l’antifascismo non si vincono le elezioni.
Un’affermazione di totale ovvietà. Quasi banale, in apparenza. Ma non è così. Perché, finalmente, significa che anche nella sinistra italiana si inizia a comprendere che agli italiani non frega assolutamente nulla di ciò che è finito da più di 80 anni. Sarebbe stato sufficiente osservare le tristi manifestazioni per ricordare i vari eventi della guerra civile: le autorità locali, vigili urbani e carabinieri, due nipoti annoiati delle vittime, un discorso retorico e poi tutti a pranzo. Ora Bonaccini prova ad invitare il Pd a prendere atto della realtà ed a iniziare a proporre qualche idea per affrontare il presente.
E Mollicone, in tutto questo? Dimostra di non aver capito nulla. Non comprende l’importanza di questa autocritica a sinistra. Non comprende che nessuno ha bisogno di patentini di alcun genere (utilizzati in molte altre città italiane). Non comprende che la censura è intollerabile. E rilancia in senso opposto: bene il patentino antifascista, ma aggiungiamo anche quello antinazista e anticomunista.
FEDERICO MOLLICONE PRESIDENTE COMMISSIONE CULTURA CAMERA DEI DEPUTATI
In pratica, secondo il campione della cultura di Fdi, deve esserci spazio solo per neoliberisti, turbo capitalisti, fans di Milei, Trump e Netanyahu. Perché, ovviamente, ci sarà sempre un censore più attento degli altri a spiegare che il peronismo ha una matrice fascista, che il socialismo è alla radice di fascismo e comunismo, che gli anarchici hanno finito per sostenere gli uni e gli altri.
L’idiozia del patentino non diventa meno idiota se moltiplicata più e più volte.
Bonaccini-Mollicone: 2 a 0 nello scontro sul patentino antifascista
Non sarà uno scontro tra titani, quello tra Stefano Bonaccini e Federico Mollicone. Ma il primo è comunque presidente del PD e il secondo presidente della commissione cultura della Camera in quota Fdi. Dunque ciò che dichiarano ha un certo peso. In questo caso a proposito della delirante idea di imporre un patentino di antifascismo per partecipare alla prossima edizione della fiera del libro di Roma.
Di fronte a questa idiozia assoluta sono insorti anche alcuni intellettuali gauchisti, a partire da Cacciari. Ma anche Canfora. Chi pensa, insomma, ha giudicato questa porcata per quello che è. E Bonaccini? Il presidente del PD, dopo l’immancabile precisazione di provenire da una famiglia di provata fede democratica ed antifascista, ha spiegato una cosa semplice semplice, comprensibile persino a una parte del suo partito: con l’antifascismo non si vincono le elezioni.
Un’affermazione di totale ovvietà. Quasi banale, in apparenza. Ma non è così. Perché, finalmente, significa che anche nella sinistra italiana si inizia a comprendere che agli italiani non frega assolutamente nulla di ciò che è finito da più di 80 anni. Sarebbe stato sufficiente osservare le tristi manifestazioni per ricordare i vari eventi della guerra civile: le autorità locali, vigili urbani e carabinieri, due nipoti annoiati delle vittime, un discorso retorico e poi tutti a pranzo. Ora Bonaccini prova ad invitare il Pd a prendere atto della realtà ed a iniziare a proporre qualche idea per affrontare il presente.
E Mollicone, in tutto questo? Dimostra di non aver capito nulla. Non comprende l’importanza di questa autocritica a sinistra. Non comprende che nessuno ha bisogno di patentini di alcun genere (utilizzati in molte altre città italiane). Non comprende che la censura è intollerabile. E rilancia in senso opposto: bene il patentino antifascista, ma aggiungiamo anche quello antinazista e anticomunista.
In pratica, secondo il campione della cultura di Fdi, deve esserci spazio solo per neoliberisti, turbo capitalisti, fans di Milei, Trump e Netanyahu. Perché, ovviamente, ci sarà sempre un censore più attento degli altri a spiegare che il peronismo ha una matrice fascista, che il socialismo è alla radice di fascismo e comunismo, che gli anarchici hanno finito per sostenere gli uni e gli altri.
L’idiozia del patentino non diventa meno idiota se moltiplicata più e più volte.
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