90 miliardi di euro. A tanto ammonta il prestito concesso a Zelensky per continuare la guerra. Denaro che l’Unione europea dovrà trovare in qualche modo. 90 miliardi di euro. A tanto ammonta il taglio deciso dall’Unione europea per penalizzare il settore agricolo del Vecchio Continente. Curiosa la coincidenza delle cifre. Curiosa questa voglia degli ottusangoli di Bruxelles di distruggere il settore fondamentale per la sovranità europea. Perché senza agricoltura, senza cibo, non c’è sovranità.
D’altronde le immagini trasmesse dai tg erano eloquenti. Dentro il palazzo, eleganti, sprezzanti, gli euroebetini. Impegnati a decidere dove prendere i soldi altrui e a chi regalarli. Fuori, arrabbiati, gli agricoltori che difendevano il proprio lavoro, la propria fatica. Ma difendevano anche la cultura europea che è fatta anche di cibo, di alimentazione.
Agricoltori che devono rispettare regole sempre più stringenti mentre gli euroebetini vorrebbero permettere l’ingresso in Europa di prodotti coltivati con metodi che in Europa sono vietati per i nostri agricoltori.
Ma è evidente che la carne agli estrogeni, di animali allevati in altri Paesi dove anche le regole del lavoro sono molto diverse, costerebbe meno. E sarebbe alla portata degli europei che, grazie agli ottusangoli di Bruxelles, diventeranno sempre più poveri. Ottusangoli che vietano ai sudditi di utilizzare i caminetti per scaldarsi, poiché inquinano. Ma poi regalano alla banda Zelensky armi che inquinano mille volte di più. E acquistano gas liquefatto statunitense, molto più costoso, trasportato da navi che aumentano l’inquinamento. Così come inquineranno di più i prodotti alimentari fatti arrivare attraversando gli oceani per sostituire il cibo europeo.
L’importante, però, è proseguire la guerra.

