Questioni di stile. Il Gazzettino intervista Pietrangelo Buttafuoco, ora ai vertici della Biennale, e non può mancare la solita domanda idiota a proposito dell’antifascismo. Va dato atto al giornalista che non si tratta di una domanda diretta, non chiede a Buttafuoco una dichiarazione esplicita. Si limita a chiedere come si comporterebbe nel caso in cui gli venisse posto il quesito da altri colleghi. E la risposta è geniale. In pratica l’intellettuale non allineato risponde che non vorrebbe mettere i giornalisti in condizione di fare una domanda così stupida e così squalificante per la loro professione.

Certo, la risposta segue lo stile barocco che contraddistingue la scrittura e l’eloquio di Buttafuoco. Ma, appunto, è una sua caratteristica abituale, non una furbata. E il senso della frase è inequivocabile: evitate di rendervi ridicoli con domande stupide.
D’altronde che altre domande dovrebbero fargli, i giornalisti, per attaccarlo? La biennale funziona bene, la mostra del cinema continua ad essere affidata ad Alberto Barbera che sta lì anche se è di altra collocazione politica ma resta perché è bravo. E Buttafuoco lo conferma per questo, mentre altri piazzano famigli e famigliari di infimo livello.
Questioni di stile, appunto. Molto diverso da quello evidenziato dall’ex leader dei Gabbiani che, in un’intervista a Repubblica, si dichiara immediatamente antifascista, cancellando tutto il proprio passato e quello di chi lo seguiva all’epoca dei Gabbiani. E poi, continuando con la mancanza di stile, si prende tutti i meriti (o le colpe..) del nuovo corso della destra fluida. È lui che ha creato Giorgia Meloni, è lui che prima aveva aperto a sinistra. Per poi diventare uno dei tanti maggiordomi al servizio di Washington, di Tel Aviv, del peggior capitalismo internazionale.
Questioni di stile aver dimenticato la corrente rautiana, aver dimenticato Giano Accame, aver dimenticato i campi Hobbit, la musica alternativa, i gruppi ambientalisti. Esisteva solo lui, esisteva solo la destra di Roma e dintorni. Un tantino autoreferenziale, il Gabbiano. Che ha smesso di volare alto per dedicarsi ai cassonetti romani.

