Calano i prezzi delle uve, non cala il prezzo delle bottiglie di vino. I furbetti provocano la crisi

12 Luglio 2026

Cantine piene, tavole vuote. La crisi del vino non accenna a rallentare. D’altronde pare che il settore voglia proprio questo. Perché il Corriere della sera ha pubblicato alcuni dati relativi ai prezzi e, finalmente, si è fatta chiarezza. L’esempio utilizzato dal Corriere è quello del Nebbiolo destinato al Barolo: il prezzo – assicura Gabriele Guccione – passa da 4,30 a 2,70 euro al chilo, oltre il 35% in meno. E poi la Barbera d’Alba, che cala da 1,72 a 1,18 euro, mentre il Nebbiolo per altre destinazioni si dimezza, da 2,09 a 1,05 euro.

Ma il prezzo della bottiglia non si riduce.

Dunque i viticultori, quelli che si limitano a seguire i vigneti ed a conferire le uve, devono affrontare cali di reddito consistenti. Mentre tutti coloro che stanno a valle della produzione dei grappoli pagano meno le uve ma mantengono i prezzi delle bottiglie e, spesso, li aumentano.

Poi, però, organizzano convegni per lamentarsi del comportamento dei consumatori che non acquistano più il vino e che, al ristorante, si accontentano dell’acqua minerale. Ovviamente le loro riunioni si concludono, immancabilmente, con la richiesta di interventi pubblici per il sostegno del settore. I contribuenti, che non possono più permettersi di bere vino, devono comunque pagarlo con le proprie tasse. Naturalmente i contadini conferitori sono esclusi da questi interventi di sostegno.

Mentre la Regione Piemonte, che spende denaro pubblico per sostenere il settore, penalizza il consumo del vino dei propri dipendenti attraverso buoni pasto anti alcol..

Già, meglio berci sopra..

 

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