Capone trionfa al congresso Ugl. A destra qualcuno non gradisce, ma i giornalisti antifà non capiscono i giochi..

28 Giugno 2024

Se la banda dei giornalisti con la bava alla bocca volesse provare a fare inchieste meno squallide contro il governo, evitando di infiltrare qualche collega in una festa privata di ragazzini, le occasioni non mancherebbero. E ci sarebbero persino spunti divertenti.

No, ovviamente nessuno pretende che Formigli, Bortone, Floris e compagnucci della parrocchietta si studino i numeri di Banca d’Italia e dell’ISTAT per scoprire che le dichiarazioni sul miracolo economico italiano sono delle cagate pazzesche. O che guardino l’espansione, in Africa, dei Paesi cattivi ed anti occidentali per comprendere che il Piano Mattei meriterebbe la medesima definizione fantozziana. No, troppo difficile e troppo serioso per loro che amano il sangue, i complotti, i retroscena, le coltellate nella schiena.

Allora, invece di intrufolarsi alle feste, avrebbero potuto seguire il congresso dell’Ugl. Concluso con una rielezione plebiscitaria del segretario uscente, Francesco Paolo Capone. Dov’è il divertimento, dunque? Ma nelle facce non tanto di chi ha perso – consapevole di un risultato ampiamente scontato, visto il gradimento della base – ma di chi ha provato inutilmente a fare di tutto per evitare il successo di Capone. E non per ragioni personali, bensì politiche.

Aver lasciato il sindacato di “destra” nelle mani di un sindacalista legato ai principi della destra sociale non piace a molti esponenti della destra fluida di governo. Ritrovarsi con un segretario che si ostina a far cultura con una rivista sindacale, e con continue pubblicazioni di libri su temi economici e sociali, preoccupa molti di coloro che i libri li utilizzano solo per collocarli sotto una gamba di un tavolo che balla.

Ora bisognerà fare i conti con un sindacato di area che protesta per le morti sul lavoro, che chiede retribuzioni decorose, che vuole la partecipazione dei lavoratori nella gestione delle imprese. Non proprio la linea di chi si inchina ai poteri forti internazionali cercando di compiacere in ogni modo il padronato italiano meno illuminato e più ottuso.

E allora la banda della bava alla bocca avrebbe potuto indagare e divertirsi sui tentativi patetici di contrastare Capone. Non l’ha fatto. Anche per evitare di dover ammettere che esiste una “destra” molto diversa da quella che raccontano abitualmente perché più facile da criminalizzare.

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