Hoara Borselli o Carlo Conti, Francesco Giubilei o Tommaso Cerno? Lisa di Giuseppe, su Domani, risolve lo scontro tra il ministro Giuli e i pochi veri intellettuali non allineati. Perché, sostiene, la sedicente destra neomeloniana non sa cosa farsene di chi pensa davvero, di chi sa interpretare il presente e sa guardare al futuro. Cardini? Tarchi? Veneziani? Un passato da dimenticare, da nascondere in soffitta. Idee da dimenticare, non in quanto pericolose ma in quanto idee.
Il nuovo che avanza, nell’articolo pubblicato da Domani, è invece rappresentato da chi non ha nulla da dire ma va in tv a dirlo ugualmente. Qualcuno, perlomeno, lo fa con dignità, con un briciolo di competenza. Altri, la maggioranza, con isteria.
Ma, ai vertici neomeloniani, poco interessa. L’importante è occupare spazi, non dedicarsi ad analisi intelligenti o a proposte credibili, È solo show, la politica è inesistente.
E allora va benissimo rinunciare alle ideologie, agli intellettuali, al pensiero. Meglio divi e divetti volgari, caciaroni, completamente vuoti.
Il capolavoro, nel racconto di Domani, è l’acquisizione di Carlo Conti. L’uomo del Festival di Sanremo. Il compilatore di inviti a cantanti che non sanno cantare, ad autori di testi banali, a ospiti privi di talento. Un capolavoro, per la gauche intello che, senza fatica alcuna, si ritrova con un Festival che rispecchia la propria non cultura woke.
Cardini, Tarchi, Veneziani? In soffitta. Per la destra è ora di Borselli, Cerno e Carlo Conti
Hoara Borselli o Carlo Conti, Francesco Giubilei o Tommaso Cerno? Lisa di Giuseppe, su Domani, risolve lo scontro tra il ministro Giuli e i pochi veri intellettuali non allineati. Perché, sostiene, la sedicente destra neomeloniana non sa cosa farsene di chi pensa davvero, di chi sa interpretare il presente e sa guardare al futuro. Cardini? Tarchi? Veneziani? Un passato da dimenticare, da nascondere in soffitta. Idee da dimenticare, non in quanto pericolose ma in quanto idee.
Il nuovo che avanza, nell’articolo pubblicato da Domani, è invece rappresentato da chi non ha nulla da dire ma va in tv a dirlo ugualmente. Qualcuno, perlomeno, lo fa con dignità, con un briciolo di competenza. Altri, la maggioranza, con isteria.
Ma, ai vertici neomeloniani, poco interessa. L’importante è occupare spazi, non dedicarsi ad analisi intelligenti o a proposte credibili, È solo show, la politica è inesistente.
E allora va benissimo rinunciare alle ideologie, agli intellettuali, al pensiero. Meglio divi e divetti volgari, caciaroni, completamente vuoti.
Il capolavoro, nel racconto di Domani, è l’acquisizione di Carlo Conti. L’uomo del Festival di Sanremo. Il compilatore di inviti a cantanti che non sanno cantare, ad autori di testi banali, a ospiti privi di talento. Un capolavoro, per la gauche intello che, senza fatica alcuna, si ritrova con un Festival che rispecchia la propria non cultura woke.
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