C’è chi dice no, alla follia della guerra NATO. È la Spagna

21 Giugno 2025

80 miliardi di euro all’anno per le spese militari? Scordarteveli! No, non è la risposta di Crosetto ai diktat della NATO e di Trump. Anche perché l’Italia non sovranista si impegna a pagarne 100 di miliardi. Gli 80 sono la quota richiesta alla Spagna ma il premier Sanchez ha rifiutato. Con la disponibilità ad arrivare a poco più di 30. Perché, ha spiegato il leader spagnolo, non ha nessuna intenzione di ridurre la spesa sociale e neppure gli investimenti. Quelli che hanno permesso al Paese iberico di chiudere il 2024 con un Pil in crescita del 3,2%, più di 4 volte l’incremento italiano.

Ed ora Rutte e la banda Ursula temono che il cattivo esempio di Madrid contagi altre capitali, spingendo i non tossici ad un atto di ribellione nei confronti dei maggiordomi dei mercanti di armi. Andando anche al di là delle furbate all’italiana. Con il governo di Roma pronto ad arrivare ai 100 miliardi di spesa, pari al 5% del PIL, ma nel 2035. Pareggiando la furbata dei tossici volenterosi che hanno scorporato la spesa: il 3,5% per le armi e l’1,5% per la sicurezza militare. Non per contrastare la delinquenza interna, ma per non specificate spese che possono comprendere qualsiasi cosa, soprattutto ciò che pare ovvio a tutti.

Sanchez, in teoria, potrebbe anche porre il veto sulla proposta Nato, bloccandola. Ma probabilmente si accontenterà di bocciarla per quanto riguarda il suo Paese, in nome di quella sovranità rinnegata a Roma. E poi si gusterà la scena delle reazioni degli altri governi. Per vedere chi preferirà investire sullo sviluppo del proprio Paese e chi preferirà arricchire i mercanti di morte.

 

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