C’è un cinese in Europa

9 Maggio 2024

 

 

Xi Jinping in viaggio, ufficiale, in Europa. Non accadeva da molto tempo. E già questo dovrebbe fare notizia. Perché Xi non è, solo, il Presidente della Cina. È l’uomo più potente che il Celeste Impero abbia mai conosciuto dai tempi, lontani, di Deng Xiaoping. E, forse, addirittura da quelli di Mao.

Insomma, un Presidente Imperatore.

Per di più è Imperatore della potenza che, ormai, domina i commerci mondiali. Avendo superato da parecchi anni gli States. Per non parlare dell’Europa.

E, ora, sta progressivamente rafforzandosi sotto gli altri due profili principali.

 

La moneta. Lo yuan cinese sta diventando sempre piu concorrente del dollaro negli scambi internazionali. I Sauditi accettano, ormai, la valuta cinese in cambio del petrolio e del gas. Ed è la stessa strada che stanno prendendo quasi tutti i paesi legati ai BRICS. Titolari e aspiranti.

Una minaccia mortale per Washington, perché metterebbe definitivamente fine al suo primato mondiale.

 

Poi le Forze Armate. Che sono ancora certamente lontane dalle possibilità americane. Ma che possono contare su una forza di oltre tre milioni e mezzo di uomini. Sempre meno legati al vecchio modello dell’Esercito Popolare di massa. E sempre più sulla via di un’alta specializzazione. A cominciare da Marina Militare e reparti speciali aviotrasportati.

Insomma, un ospite, questo Cinese, di tutto rispetto. Da ricevere con grandi onori e tappeto rosso. Da trattare con i guanti della più sottile diplomazia. E invece…

 

E invece, a Parigi, prima tappa del viaggio di Xi Jinping, le classi dirigenti europee hanno dimostrato tutta la loro incapacità di comprendere il mondo che ci circonda.

 

Perché gli incontri con Macron e la von der Leyen si sono rivelati una triste farsa.

 

Scelta per altro già significativa in sé. Perché Xi ha incontrato solo il Presidente francese e la rappresentante della UE. Snobbando l’inconsistente Scholz, che sta guidando la Germania verso un rapido declino. E senza neppure prendere in considerazione la Meloni. Anche a causa, pensiamo, del suo assurdo aver chiamato fuori l’Italia dal progetto della Via della Seta. Lo scrissi a suo tempo. La scelta, dettata da Washington, non sarebbe stata senza ripercussioni. I cinesi procedono con freddezza. Ma hanno la memoria lunga. E questo… è solo l’inizio.

 

Macron rappresenta l’unica potenza militare di un qualche rilievo nella UE. E la von der Leyen viene considerata quella che detta legge agli altri, inetti, governi europei.

 

L’incontro è andato male. Anzi, malissimo. Macron si è permesso di ingiungere a Xi di cessare di appoggiare e aiutare la Russia. E di allinearsi alle sanzioni occidentali contro Mosca.

Quanto questo abbia lasciato esterrefatto il, solitamente impassibile, Imperatore, ve lo potete facilmente immaginare.

 

Ma Xi Jinping ha decisamente perso le staffe quando l’ineffabile duo Ursula/Emmanuel si è spinto a dirgli, con toni imperiosi, di ridurre produzione industriale ed export. Per non danneggiare gli… standard europei.

E a quel punto sembra proprio che Xi abbia fatto la voce grossa. Ed impartito una dura lezioni di politica e diplomazia ai novelli Fratelli De Rege.

 

Dopoché è partito. Uniche altre due tappe europee, Vucic in Serbia. Il più stretto alleato di Putin. Ed Orban, in Ungheria.

E già tali scelte sono un preciso segnale.

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