Chega! Basta! Anche in Portogallo l’ipocrisia politicamente corretta non funziona più

12 Marzo 2024

Chega! Basta! È il nome del partito portoghese che ha visto più che raddoppiare i propri consensi alle elezioni di domenica. Dal 7,1% del 2022 al 18%. Ma non governerà perché gli altri partiti hanno deciso di stendere un cordone sanitario intorno a Chega, in quanto formazione di destra. Perché poco importa se il consenso nel Paese è cresciuto, poco importa se è il terzo partito, poco importa se Alleanza Democratica ha vinto ma non ha i numeri per governare da sola.

Luis Montenegro, il leader di Alleanza Democratica che è un partito di centrodestra, ha ribadito che è pronto a fare un governo di minoranza. Ed i socialisti, gli sconfitti di questa tornata elettorale, hanno subito assicurato che non si opporranno ad un governo privo dei voti necessari. E magari si potrebbe anche arrivare al solito pateracchio, con centrodestra e sinistra uniti a governare contro i cattivi di Chega.

Colpevoli di ogni nefandezza. Secondo i media italiani, notoriamente ben informati e soprattutto imparziali, parrebbe (ma non è sicuro) che qualche militante di Chega sia stato sorpreso nottetempo, in qualche locale dove aveva bevuto Porto, a fare il saluto romano che, per l’occasione, è diventato il saluto nazista. E pare persino che qualcuno, in una casa privata, abbia sussurrato “prima i portoghesi”. Senza trascurare la scarsa passione per il gender fluid.

Photo archivio Claudia Grandi

Ma c’è un altro aspetto fondamentale per l’esclusione di Chega da ogni consesso civile. Perché passi per Hitler, passi per la preferenza nazionale, passi per l’omofobia. Ma questi criminali portoghesi hanno espresso apprezzamento per Trump! E questo i media italiani non possono proprio tollerarlo. D’altronde al giornalismo italiano piace il canadese Trudeau, quello che non aspetta che un pensiero politicamente scorretto venga espresso. Lui vuole la repressione della sola potenzialità di esprimerlo. È più avanti, Trudeau. Per ora si accontenterebbe di arresti domiciliari ma, indubbiamente, è un po’ poco.

Casualmente la brillante idea gli è venuta dopo un incontro con Giorgia Meloni. Che potrebbe applicarla anche in Italia. Contro chi osa criticare l’invio delle armi a Zelensky. Contro chi osa criticare lo sterminio dei palestinesi ad opera di Netanyahu. In pratica contro Rizzo e Bergoglio..

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