Chi no cianze no tetta. Ovvero, tradotto dal genovese, chi non si lamenta non ottiene nulla. Ed i balneari zenesi hanno subito cominciato a piangere. Maggio piovoso, giugno che non decolla per il maltempo e loro, poveretti, che vedono ridursi gli incassi del 10/15%. Eppure loro, generosamente, hanno lasciato invariati i prezzi. Un ombrellone e due lettini, sul lungomare della città (il cui mare non assomiglia a quello della Sardegna) a soli 30/40/50 euro.
Un prezzo di favore! No, i lettini non si possono portare via, a quel prezzo. È vero che, in qualche centro commerciale, si comprano a meno. Ma quelli dei balneari devono restare in spiaggia. Se no dov’è il magro guadagno per la categoria. Vittima del maltempo, in attesa di essere vittima delle direttive europee.
Per fortuna che Giorgia c’è. E che c’è Daniela Garnero in Santanchè. Loro che si battono a fianco dei balneari affinché le spiagge siano vietate agli italiani morti di fame e siano riservate ai turisti stranieri altospendenti. Gli italiani, se proprio devono andare al mare ad infastidire i ricchi arrivati dall’estero, potranno essere ammassati in minuscole spiagge libere, a fianco delle discariche o a ridosso dei porti.

Tanto i TG di tutte le reti hanno già assicurato che sarà un’estate da record. E quando avranno finito di mugugnare, anche i balneari zenesi potranno dedicarsi alla conta dei soldi.
