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Liberi di pensare

Il manifesto

“Liberi di pensare”. Con quello che non voleva essere solo uno slogan bensì una indicazione precisa sul tipo di giornalismo che si prediligeva, nel febbraio 2018 iniziava l’avventura di Electo Magazine, quotidiano online registrato al Tribunale di Torino. Una scelta coraggiosa di Vittorio Corelli, l’editore, convinto che esistessero gli spazi per una informazione davvero libera, indipendente. Non legata al pensiero unico obbligatorio, con la possibilità di ignorare le indicazioni del politicamente corretto. E con un’unica richiesta ai collaboratori: pensate liberamente e liberamente scrivete.

A tre anni dall’esordio la scommessa di Corelli è stata vinta. Electo Magazine ha continuato a crescere, senza strappi ma con costanza. Sotto la direzione di Augusto Grandi e con Federica Balza prima ed Adriano Segatori successivamente ad occuparsi della vicedirezione, ha affrontato con la massima libertà i temi più scottanti della politica interna e di quella estera (in collaborazione con il think tank di politica internazionale “Il Nodo di Gordio”), si è occupato di cultura, di costume, di attualità, di salute, di sport. Con approfondimenti su tutti gli aspetti economici, dall’agricoltura all’industria, ai servizi. E con un’attenzione particolare al mondo degli agenti di commercio.

Le persone

Adele Piazza. Esperta di marketing, di questioni commerciali. Dunque su Electo si occupa di tutt’altro. E, se può, in totale contrasto con la linea del direttore. Perfetta dimostrazione di cosa si intenda con “liberi di pensare”

Ala de Granha. In un giornale spesso “cattivo”, occorre qualcuno più feroce degli altri. Se non colpisce duro bisogna preoccuparsi per la sua salute.

Andrea Marcigliano. In prestito dal centro studi Nodo di Gordio e in fuga da Roma, evita di occuparsi di geopolitica perché non ne poteva più. Dunque su Electo può svolazzare tra filosofi e fantasmi, tra bizzarre teorie e montagne del Trentino.

Antonello Marzolla. Segretario generale del sindacato degli agenti di commercio (Usarci), preferisce essere intervistato ma, ogni tanto, non si fida e scrive in prima persona. Purché compaia una sua foto.

Bartolo Collo. E’ la versione buona di Marcigliano. Fine intellettuale, sapiente recensore di libri. Gli è stato vietato di occuparsi di calcio. Perché “liberi di pensare” è un dogma assoluto. Ma se si tifa per una squadra non a colori il dogma non vale più.

Beatrice Ardizzone. L’arte è cosa sua. Soprattutto quella contemporanea. E lei sguizza e sguazza tra artisti ed atelier, tra performances ed installazioni. Libera di scrivere, perché il direttore non capisce nulla di arte contemporanea.

Carlo Prosperi. La provincia italiana profonda offre ancora esempi di grandi intellettuali che sanno affrontare la cultura con un linguaggio corretto, con l’utilizzo di parole che troppi non conoscono più. Ogni suo articolo è una lezione di italiano di alto livello.

Carlo Sburlati. Un primario di medicina prestato alla cultura. Amico di registi, musicisti, grandi attrici, storici, divi dello spettacolo, riporta nei suoi articoli una vita caratterizzata da profonde letture e grandi incontri.

Chiara Nejrotti. La donna del fantasy. Scrittrice e docente, spazia dal sogno alla realtà quotidiana della scuola italiana. Offrendo sempre spunti intelligenti di riflessione.

Claudio Ozella. Tra rune e magia, tra romanzi gialli e film noir. Una presenza quasi inquietante nel panorama di Electo. Per evitare maledizioni e sortilegi vari, meglio non contraddirlo.

Cristiana Parnigotto. La sua è una scrittura a 4 mani: lei e il Daimon. Se questo maledetto Daimon sciopera, anche lei incrocia le braccia. Ma assicura che non si tratta di pigrizia. E’ il Daimon. Che la porta ad analisi introspettive profonde e a volte spiazzanti. Forse più del Daimon servirebbe Segatori (vedi sopra)..

Enrico Toselli. La geopolitica, il suo mestiere. Dalla Cina all’America Latina, passando per Europa ed Africa. Tutto quello che avreste voluto sapere su ciò che succede nel Mondo e che le tv non vi raccontano. Assolutamente fazioso, però bene informato.

Ferma. Pseudonimo (ma dai?) di un piccolo genio profondamente cattivo. Dove il “piccolo” non è riferito all’età. A volte si contiene, e quando il lettore pensa che ha esagerato è solo perché non lo conosce: è molto peggio di come sembra.

Francesca Agostinelli. Come Chatwin probabilmente si chiede: “Che ci faccio qui?”. Altri giri, altri mondi, altre realtà. Ed è il bello di questa collaborazione assolutamente insolita ed inaspettata. Per destabilizzare ogni abitudine di lettura.

Leonardo Rizzo. Compare quando meno te lo aspetti. Con analisi spiazzanti rispetto a ciò che ci si può attendere da lui. Vale sempre l’istinto di épater les bourgeois. O perlomeno i suoi amici.

Luca Bagatin. L’ala sinistra della squadra di Electo. Socialista, libertario, mazziniano, seguace di Limonov, tifoso di Cuba. Semplicemente un uomo libero che ha apprezzato il “liberi di pensare” e di scrivere. Ed ha scoperto che non è solo uno slogan.

Luca Lezzi. Il sudamericano di Salerno. Sempre vicino anche quando non compare tra le firme. Una visione non conforme del Latinoamerica, una passione assoluta per una squadra di calcio che non è quella di Collo. Dunque anche lui non scrive di calcio.

Mara Martellotta. Se Ardizzone è la regina dell’arte contemporanea, lei è l’esperta dell’arte del passato. Che si tratti di una mostra a Napoli o a Milano, a Torino o al Forte (mica osate definire la località Forte dei Marmi?), lei c’è. E ne scrive.

Maria Infantino. Le foto di Electo sono spesso le sue. Intellettualmente curiosa, attenta ai cambiamenti della società, è l’ispiratrice di molte analisi “cattive”. Eminenza grigia.. e come tale preferisce restare dietro le quinte.

Mariano Allocco. La voce della montagna e dei montanari. Dalle Alte Terre ogni tanto scende al piano per ricordare che il mondo non è tutto concentrato nelle grandi città.

Stefano Morello. Neoacquisto, a dimostrazione che la squadra di osservatori funziona. Giovane e preparato, soprattutto coraggioso. Non ha timori ad andare contro corrente. Qualità e provocazione, perfettamente in linea con la libertà di pensare di Electo.

Adriano Segatori. Prestigioso vicedirettore, prestigioso psichiatra. Un luminare, in pratica. Soprattutto lunatico. D’altronde da chi si occupa di menti alterate non ci si può aspettare la banalità del quotidiano. E non delude mai le aspettative.

Federica Balza. Vicedirettore, e non solo per una questione di parità di genere con Segatori. Innovazione, tecnologia, nuovi progetti, nuove strategie: è il terrore del direttore che amerebbe la tranquillità. I cambiamenti sono opera sua. E non finisce qui.

Augusto Grandi. Il direttore. Mica facile gestire una squadra così. E se qualcuno ha sostenuto che i Commentari del direttore sono scritti “in punta di accetta”, bisogna anche comprendere che con questi collaboratori è inevitabile inferocirsi e sfogarsi scrivendo cattiverie. Dal Sole 24 Ore a Electo: si lavora molto di più adesso.

Vittorio Corelli. Il presidente. Cioè un folle che ha voluto questo giornale e continua a sostenere questo progetto. A differenza del direttore, lui sopporta tutta la squadra riuscendo a sorridere ed a sprizzare felicità e generosità. Un caso umano, in pratica. E Segatori si diverte ad analizzarlo.

Il manifesto

“Liberi di pensare”. Con quello che non voleva essere solo uno slogan bensì una indicazione precisa sul tipo di giornalismo che si prediligeva, nel febbraio 2018 iniziava l’avventura di Electo Magazine, quotidiano online registrato al Tribunale di Torino. Una scelta coraggiosa di Vittorio Corelli, l’editore, convinto che esistessero gli spazi per una informazione davvero libera, indipendente. Non legata al pensiero unico obbligatorio, con la possibilità di ignorare le indicazioni del politicamente corretto. E con un’unica richiesta ai collaboratori: pensate liberamente e liberamente scrivete.

A tre anni dall’esordio la scommessa di Corelli è stata vinta. Electo Magazine ha continuato a crescere, senza strappi ma con costanza. Sotto la direzione di Augusto Grandi e con Federica Balza prima ed Adriano Segatori successivamente ad occuparsi della vicedirezione, ha affrontato con la massima libertà i temi più scottanti della politica interna e di quella estera (in collaborazione con il think tank di politica internazionale “Il Nodo di Gordio”), si è occupato di cultura, di costume, di attualità, di salute, di sport. Con approfondimenti su tutti gli aspetti economici, dall’agricoltura all’industria, ai servizi. E con un’attenzione particolare al mondo degli agenti di commercio.

Electo Racconta Torino e il mondo

Lo sguardo globale, alle vicende più significative dalla Cina all’America Latina e dall’Africa all’Europa, non hanno impedito, con il nuovo anno, di accrescere l’attenzione anche agli aspetti più locali. Electo Magazine nasce a Torino ed era inevitabile dedicare uno spazio alla città ed alla regione, senza dimenticare altre vicende locali con ricadute più ampie nei vari settori. Con una particolare attenzione per le elezioni comunali di Torino 2021.

Il futuro di Electo Magazine

La crescita del quotidiano comporta cambiamenti. Si sono aggiunti nuovi collaboratori, alcuni giovanissimi ed altri con prestigiosi curricula internazionali. Dunque ci sarà sempre più spazio per approfondire i temi a volte solo accennati. Turismo e gastronomia, minoranze linguistiche e rapporti tra Italia e Bruxelles, maggior spazio agli avvenimenti politici, alla ricadute economiche e sociali. Perché i prossimi mesi saranno estremamente difficili per l’Italia e per la maggior parte degli altri Paesi. Electo Magazine cercherà di fornire risposte alle tante, inevitabili domande. Cercherà di offrire spiegazioni e di immaginare scenari, con la consapevolezza che le previsioni servono per essere smentite. Sempre senza padroni, sempre con l’assoluta libertà di pensare.

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