Chiese vuote, seggi pure. Religione e politica senza passione e senza idee

18 Marzo 2024

Papa, cardinali, vescovi e giù per li rami sino ai rari preti di campagna sopravvissuti: tutti si interrogano sulle ragioni che hanno portato allo svuotamento delle chiese, alla desertificazione dei seminari, all’irrilevanza della Chiesa Cattolica nella società atlantista attuale. Si interrogano ma evitano accuratamente di darsi delle risposte.  Che sarebbero persino semplici, ma estremamente scomode.

A che serve, infatti, una Chiesa, una religione, se ha sostituito il sacro con una sociologia banale? Se ha rinunciato ai propri principi per abbracciare l’ideologia woke? Perché mai andare a messa se le sciocchezze politicamente corrette delle prediche possono essere ascoltate tranquillamente nelle risse serali dei più squallidi talk show televisivi? Tra l’altro basterebbe andarsi a leggere i dati di ascolto dei programmi immondizia per rendersi conto che il pubblico tv non ne può più delle puttanate propinate senza soluzione di continuità. Proprio come non ne possono più gli ex fedeli della Chiesa di Roma.

Ma le chiese vuote sono l’altra faccia della medaglia delle urne disertate. Perché votare per partiti che litigano sul nulla poiché sono d’accordo su tutto? In Israele i cattivi sono i bambini palestinesi che vengono sterminati dal buon Netanyahu e dai buonissimi coloni. È democratico Zelensky che cancella le elezioni ed è antidemocratico Putin che le fa svolgere con un’affluenza molto superiore a quella italiana. Si può andare all’estero a cercare di uccidere a martellate un avversario politico politicamente scorretto ma ci si indigna (la Busiarda) se i russi avvertono che chi lancia una molotov in un seggio finisce in galera.

E di fronte a queste infinite idiozie si pretende che gli italiani vadano a votare? Per chi? Per cosa? Per sostenere quale programma falso?

A fronte di questa realtà diventa quasi patetico l’impegno dei vertici del PD di individuare i candidati perdenti per le prossime elezioni regionali in Lucania e Piemonte. Tempo perso senza arrivare ad una sola idea vincente, spiazzante. La banalità di una oppofinzione inutile contrapposta al nulla cosmico di una maggioranza che neppure ci prova a partorire un’idea. Gestire l’ordinario. Assistendo alla diserzione delle urne così come il Vaticano assiste alla desertificazione delle chiese. D’altronde il potere non ha nemmeno bisogno di consenso. Basta un voto per decidere una maggioranza, basta la cerchia dei soliti noto per scegliere un Papa che passa il tempo ad accorpare parrocchie per mancanza di sacerdoti. Un Papa osannato se apre ai gay, ma messo a tacere se osa intervenire sulla guerra atlantista. E, comunque, totalmente privo di interessi per il sacro.

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