Sono perplesso. Leggo degli abusi, economici e non, della dirigenza ucraina, ovvero della cerchia intorno a Zelensky, dei water d’oro, dei capitali portati all’estero, delle ville sontuose (anche) sulla nostra Riviera…
Leggo, e resto perplesso.
Non sorpreso, per carità. Che quello di Kiev fosse un regime corrotto sino al midollo non è certo una novità. Non per me, non per chi, per lo meno, ha sempre letto le notizie con un minimo di attenzione critica.
Un tirannello, Zelensky, da quattro soldi. Un attorucolo che si esibiva in spettacoli da quattro soldi. Per non usare la parolona “osceni”.
Un tristo clown imposto al potere con gabole orchestrate dai servizi occidentali.

Che volevate aspettarvi?
Un novello Furio Camillo in salsa Ucraina?
Un Cesare? Un Alexander Nevskij?
Ridicolo, e risibile, solo il pensarlo.
No. La mia perplessità, se così è lecito chiamarla, ha ben altra origine. E trae spunto dall’enfasi con cui, sulla nostra stampa, viene ora enfatizzata tanta corruzione. Il malaffare che domina i, cosiddetti, vertici ucraini. Ovvero la cricca che (s)governa quelle sventurate terre.
Ed è una perplessità che impone una domanda. Perché ora?
Ovvero perché ora ci si accorge, e si enfatizza, ciò che si sapeva da tempo. Ciò che era palese a tutti, tranne che ai ciechi. E, forse, anche a loro.
Il regime di Kiev è corrotto sino al midollo. Ma perché ci si sveglia solo ora, e si aprono inchieste nazionali ed internazionali, e gli accoliti (ladri) di Zelensky fuggono all’estero, evidentemente pre-avvertiti dell’imminente arresto?
Perché, lo ripeto, solo ora?

Forse per una precisa ragione politica. Zelensky ha portato l’Ucraina al totale disastro. Ormai i russi stanno, pur con la loro proverbiale lentezza, affondando come lama rovente nel burro.
Il Donbas, di fatto, è conquistato. A parte alcune sacche di ucraini destinate alla resa. O al macello.
I cieli, dominio incontrastato di Mosca, vedono stormi di droni, missili, aerei che stanno sistematicamente smantellando ciò che è ancora in piedi di un sistema difensivo e industriale allo sbando.
L’Ucraina sta per scomparire dalle carte geografiche politiche. La sua, effimera, esistenza è ormai agli sgoccioli. Tornerà ad essere ciò che dice il suo nome. Terra di Confine. Fra la Russia, vincitrice, e l’Occidente. Miseramente sconfitto.
E allora Zelensky, semplicemente, non serve più. I suoi padrini, che lo hanno allevato e coccolato come un utile burattino, ora lo trovano ingombrante. Fastidioso, inutile…e, per di più, sembra si sia montata la testa. Crede di essere qualcuno. Un leader, un capo…fa già ridere, amaro, così.

Farlo fuori, quindi, è un imperativo categorico. Non per Mosca, ma per i potentati finanziari occidentali, e per le Cancellerie, da Londra in giù, sotto il loro controllo.
Eliminarlo. Con una serie di, reali, scandali. Augurandosi che capisca e che prenda la fuga.
Altrimenti…beh ci sono altri mezzi. Più radicali.