Città a sinistra, Italia a destra. Per le idee cercare altrove

27 Giugno 2024

Al di là dell’incapacità di far di conto da parte di Donzelli – che fa il paio con le esibizioni culturali del ministro delle cerimonie partenopee – il voto delle amministrative ha evidenziato due linee di tendenza: l’incapacità del centrodestra di scegliere candidati decenti sul territorio, l’incapacità del centrosinistra di individuare una proposta politica credibile sul piano nazionale.

Così la maggior parte dei principali comuni italiani è amministrata dalla sinistra (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze..) mentre i sondaggi indicano che, a livello nazionale, aumenta il consenso per il centrodestra. D’altronde la sinistra è impegnatissima, a livello nazionale, a prendere le distanze da un popolo che, in quanto tale, non soddisfa i gusti degli oligarchi che compongono la classe dirigente di partiti e sindacati.

Nei giorni scorsi Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, ha prima ricordato l’indifferenza (o il fastidio) della gauche intello nei confronti della teoria di Marx sulla creazione dell’esercito industriale di riserva, utilissimo per ridurre salari e diritti dei lavoratori; e poi l’attacco della Cgil contro un uomo che, in metropolitana, difende i passeggeri dai borseggiatori. Evidentemente, per combattere l’emorragia di iscritti, il sindacato della sinistra che piace alla gente che piace deve inventarsi la tutela dei lavoratori del borseggio.

 

Quanto alla destra, è imbarazzante la pervicacia con cui si ostina a scegliere, nelle grandi città ma anche in quelle medie, candidati sbagliati ed invotabili. La pervicacia nel ritrovarsi penalizzata dal voto giovanile ed in particolar modo da quello degli universitari. La pervicacia nel lottare contro ogni manifestazione di dissenso culturale all’interno della propria area. Per ritrovarsi a difendere le gaffe ministeriali o per inginocchiarsi di fronte alle iniziative culturali del gruppo Berlusconi in totale contrasto con la linea delle promesse elettorali dei partiti della maggioranza.

Ma va benissimo così. Le due dame, lady Garbatella e l’armocromata Elly, si sostengono a vicenda. L’una garantisce la sopravvivenza dell’altra.

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