Competenza ed onestà. Siate realisti, chiedete l’impossibile

21 Agosto 2024

Competenza ed onestà. È chiedere troppo, vero? Un lettore si chiede, legittimamente, cosa si aspetterebbe il giornalismo “non di servizio” dalla politica italiana. Ed evidentemente è convinto che pretendere, insieme, competenza ed onestà sia eccessivo. Allora cosa chiedere? Forse sarebbe meglio la competenza. Perché, anche a fronte di comportamenti disonesti da parte dei singoli, il Paese nel suo complesso ne potrebbe beneficiare.

Ma poiché la competenza è totalmente sconosciuta dai protagonisti di questo governo, ci si potrebbe accontentare dell’onestà. Non nel senso della mancanza di furti, tangenti o affari illegali. Almeno su questo bisogna concedere il beneficio del dubbio. E se la magistratura non è ancora riuscita ad accusare nessuno – al di là delle squallide vicende di Santanchè che, tuttavia, non toccano l’ambito politico – probabilmente non c’è nulla su cui soffermarsi.

No, l’onestà è riferita al racconto della verità. Che è sideralmente lontana dai racconti di comodo di ministri, deputati e senatori. La crescita del PIL inferiore o pari all’1% non è indice di sviluppo ma di stagnazione. E, a fronte di un incremento dell’occupazione, significa che dilaga il lavoro povero. Onestà significa ammetterlo e non nasconderlo. Competenza significa cambiare il modello che non funziona.

In politica estera competenza significherebbe riprendere la capacità di movimento di governi sicuramente filoamericani, ma capaci di agire nel vicino Oriente e nell’intero Mediterraneo ignorando le catene di Washington. Onestà vorrebbe dire ammettere di non essere capaci di seguire l’esempio di Mattei, di Craxi, persino di Andreotti.

Ma vale per tutto. Competenza significherebbe collocare ai vertici delle istituzioni culturali personaggi esperti, di valore, in grado di incidere sulla società. Onestà vuol dire ammettere di aver piazzato amici e parenti incapaci che, essendo incapaci ed anche in malafede, si rivolgono agli avversari per realizzare qualsiasi cosa sperando di essere risparmiati dalle critiche.

Competenza significherebbe creare una rete in grado di fare controinformazione rispetto alla mistificazione della gauche in redazione. Onestà vuol dire ammettere di non essere capaci e di non volere rapporti con chiunque non sia disposto a baciare la pantofola di lady Piscina. Preferendo attacchi quotidiani da Repubblica, Stampa, Messaggero, Corriere piuttosto di mettere in dubbio le menzogne altrettanto quotidiane delle veline di governo.

 

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