Crolla il traffico merci nei porti italiani. Ma per Tajani conta solo Israele

17 Aprile 2024

Quando Antonio Tajani smetterà di prendere ordini da Tel Aviv e qualcuno gli ricorderà che, in teoria, è il ministro degli esteri italiano, potrà avere amare sorprese leggendo un’analisi di Federico Fubini sul Corriere della sera. Fubini e il Corriere, ossia la massima garanzia di atlantismo e di posizione filo israeliana. Ma, proprio per questo, estremamente scomoda per Tajani, per Crosetto, per Urso, per Salvini ed anche per Musumeci (ma fa ancora finta di essere un ministro?). Senza dimenticare Meloni e Mattarella.

Fubini parte dalla situazione nel Mar Rosso, dove l’Italia è presente con un’eroica missione navale per contrastare gli Houthi. Missione più e più volte esaltata dalle istituzioni e dai media di servizio.

Bene, anzi male. Perché il feroce Fubini ricorda che, “quando la spedizione europea parte due mesi fa, il traffico mercantile sul Mar Rosso era del 56% al di sotto dei livelli di un anno prima; adesso, dopo due mesi e decine di navi scortate e protette da «Aspides», il traffico è del 72% al di sotto dei livelli di un anno prima (dati dal PortWatch del Fondo monetario internazionale)”. Indubbiamente un risultato fantastico..

Ma le ricadute sono particolarmente negative proprio per l’Italia. Perché – anche se il governo se lo ricorda solo saltuariamente – il nostro Paese dovrebbe avere un ruolo nel Mediterraneo. Politico ed economico. E la sostanziale chiusura di Suez ha portato ad un netto ridimensionamento delle attività commerciali nel Mediterraneo.

Prosegue Fubini: “Genova, primo porto italiano per l’export, al termine della prima settimana di aprile vedeva i suoi volumi in uscita in calo del 60%. Ravenna, il terzo porto italiano per l’import, al termine della prima settimana di aprile vedeva i suoi traffici in volume in calo del 76% proprio sull’import e del 91,5% sull’export (dati sempre del PortWatch del Fmi)”. Certo, Genova e Ravenna. Tajani ha controllato sulla cartina, ha scoperto che non sono in Israele e allora non si è preoccupato.

Il Corriere sottolinea come i traffici non siano particolarmente aumentati nei porti dell’Europa del Nord, segno di un rallentamento dei commerci internazionali. Però emerge un altro dato significativo: “Con la strozzatura a Suez, stanno fortemente aumentando le spedizioni commerciali via treno fra l’Europa e l’Estremo Oriente attraverso la Russia. Naturalmente uno dei grandi beneficiari è RZD, il monopolista pubblico dei treni controllato dal Cremlino: secondo varie indicazioni del settore l’aumento del traffico dall’inizio dell’anno è stato di circa un terzo”.

Insomma, i mercanti di armi si arricchiscono, ma le ottuse sanzioni imposte da RimbanBiden ed applicate dai maggiordomi europei finiscono per avvantaggiare proprio Russia e Cina che, nonostante tutte le difficoltà, hanno ritmi di crescita nettamente superiori a quelli europei. E l’Italia del fantasioso Piano Mattei si vede sempre più confinata in un Mediterraneo senza sbocchi.

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