Da Albertazzi a Boldi, il crollo della destra. Ma da Gassman a Germano cos’è?

23 Settembre 2026

Sui social è ripartita la polemica sulla scarsa presenza di attori e registi “di destra” in tv, a teatro e nel cinema. La destra giuliva ha lamentato che persino nel dopoguerra, dopo la guerra civile, avevano potuto lavorare coloro che avevano scelto di combattere nella Rsi. E dalla gauche intello è arrivata immediata la risposta: Giorgio Albertazzi, Enrico Maria Salerno, Walter Chiari, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi erano di tale livello da non poter essere ignorati.

Mentre, sempre secondo la gauche intello, la destra attuale spazia da Boldi a Montesano, dunque non può pretendere molto. Al di là di Montesano, che è stato europarlamentare per il Pds e non per Fdi, non è che la sinistra artistica offra molto di più e di meglio. Si è precipitati da Vittorio Gassman al figlio ed a Elio Germano, da Mariangela Melato a Sabrina Ferilli.

A fronte di cotanta qualità può recitare chiunque, evidentemente. E la crisi del cinema italiano è ampiamente dimostrata dai giudizi del pubblico internazionale, evidentemente impermeabile alle critiche ridicolmente positive della gauche in redazione. Ma se la qualità degli interpreti gauchisti è inventata dalla solita compagnia di giro di salotti, redazioni, premi e riconoscimenti di comodo, il pessimo livello dei loro colleghi di destra resta tale. Inevitabilmente. Perché la destra politica non cerca qualità nella cultura, vuole solo fedeltà, possibilmente a pagamento. D’altronde chi ha competenze, capacità, professionalità, non ha bisogno dell’elemosina dei politici.

E allora nelle tv lottizzate continuano a lavorare pessimi artisti con tessera giusta. E fuori dalle tv lavorano quasi esclusivamente coloro che, senza alcuna qualità, hanno scelto la fedeltà ai chierici della gauche intello.

 

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