Les italiens, toujours les italiens. Non bastavano le origini italiane di Jordan Bardella, il delfino di Marine Le Pen destinato, a 28 anni, a divenire primo ministro della Francia qualora le elezioni anticipate venissero vinte dal Rassemblement National. Perché a sostenere la destra lepenista è sceso in campo Éric Ciotti, leader dei Républicains, origini nizzarde per parte di madre (dunque molto “piemontesi”) e venete da parte di padre.
Come scrive giustamente Gennaro Malgieri su Formiche, Ciotti ha deciso di “sfidare le vecchie cariatidi del suo partito” che, teoricamente, è neogollista benché buona parte dell’attuale dirigenza abbia un’immagine del Generale molto diversa dalla realtà. Le cariatidi hanno espulso Ciotti, ma lo scontro è solo all’inizio.
Ma l’intervento di Malgieri – che spesso firma articoli su Èlecto – è interessante per ben altro. Innanzitutto perché Gennaro è un profondo conoscitore della Francia ed ha anche una lunga frequentazione politica con Giorgia Meloni. Dunque scrive conoscendo problemi e persone.
E al di là della stroncatura di Napotopo Macron, “più furbo che intelligente”, il quadro che dipinge dell’Esagono è molto diverso da quello presentato dai media italiani di servizio. Macron, a suo avviso, “non si è accorto che quelli che lo hanno affiancato sino ad oggi sono tutti caduti, a cominciare dai papaveri dell’alta finanza che non sembra abbia più voglia di sostenerlo, né i cosiddetti poteri forti che hanno preso contezza della sua svagata presidenza”.
Dunque le opportunità di mettere all’angolo Napotopo ci sono. Però Malgieri va oltre ed ipotizza un ruolo per l’Italia neomeloniana. In pratica lui immagina che lady Garbatella possa far pace con Marine, recuperi i rapporti con tutto uno schieramento che va da Marion Maréchal e Zemmour (che non piace a Marine) sino ai neogollisti non rinnegati, stringa a coorte tutte le varie destre uscite vincitrici dalle elezioni europee e si presenti a Strasburgo alla guida di un raggruppamento solido ed in grado di ribaltare la politica europea. “La leader italiana non giocherebbe la simpatia per l’attuale presidente (Ursula, ndr) gettando a mare la più grande occasione della sua vita politica”.
Da lady Garbatella a Giovanna d’Arco. Servirebbe coraggio e intelligenza. E la squadra di governo che ha scelto non giustifica molto ottimismo sul coraggio e tantomeno sull’intelligenza.
Da lady Garbatella a Giovanna d’Arco in Europa? La grande chance per Meloni richiede coraggio e intelligenza
Les italiens, toujours les italiens. Non bastavano le origini italiane di Jordan Bardella, il delfino di Marine Le Pen destinato, a 28 anni, a divenire primo ministro della Francia qualora le elezioni anticipate venissero vinte dal Rassemblement National. Perché a sostenere la destra lepenista è sceso in campo Éric Ciotti, leader dei Républicains, origini nizzarde per parte di madre (dunque molto “piemontesi”) e venete da parte di padre.
Come scrive giustamente Gennaro Malgieri su Formiche, Ciotti ha deciso di “sfidare le vecchie cariatidi del suo partito” che, teoricamente, è neogollista benché buona parte dell’attuale dirigenza abbia un’immagine del Generale molto diversa dalla realtà. Le cariatidi hanno espulso Ciotti, ma lo scontro è solo all’inizio.
Ma l’intervento di Malgieri – che spesso firma articoli su Èlecto – è interessante per ben altro. Innanzitutto perché Gennaro è un profondo conoscitore della Francia ed ha anche una lunga frequentazione politica con Giorgia Meloni. Dunque scrive conoscendo problemi e persone.
E al di là della stroncatura di Napotopo Macron, “più furbo che intelligente”, il quadro che dipinge dell’Esagono è molto diverso da quello presentato dai media italiani di servizio. Macron, a suo avviso, “non si è accorto che quelli che lo hanno affiancato sino ad oggi sono tutti caduti, a cominciare dai papaveri dell’alta finanza che non sembra abbia più voglia di sostenerlo, né i cosiddetti poteri forti che hanno preso contezza della sua svagata presidenza”.
Dunque le opportunità di mettere all’angolo Napotopo ci sono. Però Malgieri va oltre ed ipotizza un ruolo per l’Italia neomeloniana. In pratica lui immagina che lady Garbatella possa far pace con Marine, recuperi i rapporti con tutto uno schieramento che va da Marion Maréchal e Zemmour (che non piace a Marine) sino ai neogollisti non rinnegati, stringa a coorte tutte le varie destre uscite vincitrici dalle elezioni europee e si presenti a Strasburgo alla guida di un raggruppamento solido ed in grado di ribaltare la politica europea. “La leader italiana non giocherebbe la simpatia per l’attuale presidente (Ursula, ndr) gettando a mare la più grande occasione della sua vita politica”.
Da lady Garbatella a Giovanna d’Arco. Servirebbe coraggio e intelligenza. E la squadra di governo che ha scelto non giustifica molto ottimismo sul coraggio e tantomeno sull’intelligenza.
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