Dacci, oggi, i nostri dazi quotidiani

31 Luglio 2025

 

 

Giorgia Meloni appare soddisfatta. Abbiamo evitato una guerra commerciale con Washington. Un risultato importante. Dichiara.

 

Importantissimo, certo. Perché si è trattata di una, totale e assoluta, resa. Dell’Italia e dell’Europa.

Trump voleva imporre dazi al 15% sulle merci provenienti dalla UE. Da tutta la UE, nessuno escluso.

Lo ha fatto. Noi ci siamo inchinati e abbiamo anche detto: Grazie Buana.

L’impatto economico di questa nuova tassazione sarà, naturalmente, necessario verificarlo nei prossimi due/tre anni.

Tuttavia, ciò che ora conta è la valenza politica dell’accaduto.

 

Trump ha usato i dazi come una sorta di mazza ferrata. Per affermare il primato degli USA sui, più o meno riottosi, alleati europei. E non ha guardato in faccia a nessuno.

 

Neppure a chi sembrava essere entrata nelle sue grazie. Comportandosi come una bajadera davanti al Sultano. E credendo, così, di poter ottenere se non proprio un’amichevole abbraccio, almeno uno sconto.

 

Ma Trump ha la mentalità del capo d’azienda. Di quello che, un tempo, veniva chiamato il Padrone. E non conosce altro che concorrenti, alleati più o meno transitori…e servi.

E noi, italiani ed europei, apparteniamo all’ultima categoria.

Ultima in tutti i sensi.

Così The Donald ha costretto una, pallida Ursula Von Der Leyen ad ingoiare il rospo. E si capiva, dall’espressione della Signora, che si è trattato di un rospo grosso e difficile da digerire.

E lo stesso è stato per Merz e Macron.

La ricreazione è finita. Il Padrone è tornato, ragazzi.

 

Unica che sembra soddisfatta la Signora Meloni.

Spero, sinceramente, che si tratti di una finzione. Di un discorso di facciata. E che dentro di lei, il rospo sia duro da digerire.

 

Lo spero. Perché, se così non fosse, ci sarebbe davvero di che preoccuparsi …

 

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