Beppe Severgnini, non certo un “destro”, ha invitato la sinistra a smetterla con l’idiozia autolesionista sul saluto romano. Il giornalista si è reso conto che la polemica non fa la benché minima breccia tra la gente “normale”, alle prese con problemi ben più seri. “Se la sinistra si concentra su queste cose e diventa il principale motivo di opposizione a questo governo perde per i prossimi 15 anni in Italia”.
Così, mentre i sedicenti intello insistevano in TV e sui giornali con gli “agghiaccianti saluti romani” (ah no, quello agghiacciato era Giovanni Crosetto, il nipotino d’Italia), la bassa manovalanza sui social ha trovato un nuovo motivo di indignazione: la pasta Rummo. Colpevole di aver accolto Salvini per una visita allo stabilimento.
Tutto qui? Sì, tutto qui. Nessuna dichiarazione sconvolgente da parte dei titolari dell’azienda, nessun saluto romano, nessuna canzone pubblicitaria tratta dalle musiche del Ventennio. Solo un ministro che va a visitare un’azienda italiana. Ed allora la pancia della gauche senza caviale ordina il boicottaggio. Mentre, per rispondere alla minaccia, la destra social ordina di sostituire il caffelatte del mattino con le penne Rummo all’arrabbiata.
D’altronde su cos’altro dovrebbero litigare? Su chi è più filoisraeliano? Su chi scatta più velocemente agli ordini di Biden? Su chi si adegua prima alle decisioni di Bruxelles? Ormai possono scontrarsi solo sul pandoro di Ferragni, sulle denunce di Lucarelli, su un saluto o su un marchio di pasta. Però resta una differenza sostanziale: con queste idiozie la destra fluida vince e la sinistra armocromata perde per i prossimi 15 anni..
Dai saluti romani alla pasta Rummo. Quando mancano le idee abbondano le idiozie
Beppe Severgnini, non certo un “destro”, ha invitato la sinistra a smetterla con l’idiozia autolesionista sul saluto romano. Il giornalista si è reso conto che la polemica non fa la benché minima breccia tra la gente “normale”, alle prese con problemi ben più seri. “Se la sinistra si concentra su queste cose e diventa il principale motivo di opposizione a questo governo perde per i prossimi 15 anni in Italia”.
Così, mentre i sedicenti intello insistevano in TV e sui giornali con gli “agghiaccianti saluti romani” (ah no, quello agghiacciato era Giovanni Crosetto, il nipotino d’Italia), la bassa manovalanza sui social ha trovato un nuovo motivo di indignazione: la pasta Rummo. Colpevole di aver accolto Salvini per una visita allo stabilimento.
Tutto qui? Sì, tutto qui. Nessuna dichiarazione sconvolgente da parte dei titolari dell’azienda, nessun saluto romano, nessuna canzone pubblicitaria tratta dalle musiche del Ventennio. Solo un ministro che va a visitare un’azienda italiana. Ed allora la pancia della gauche senza caviale ordina il boicottaggio. Mentre, per rispondere alla minaccia, la destra social ordina di sostituire il caffelatte del mattino con le penne Rummo all’arrabbiata.
D’altronde su cos’altro dovrebbero litigare? Su chi è più filoisraeliano? Su chi scatta più velocemente agli ordini di Biden? Su chi si adegua prima alle decisioni di Bruxelles? Ormai possono scontrarsi solo sul pandoro di Ferragni, sulle denunce di Lucarelli, su un saluto o su un marchio di pasta. Però resta una differenza sostanziale: con queste idiozie la destra fluida vince e la sinistra armocromata perde per i prossimi 15 anni..
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