Non è più solo un languore per mancanza di conflitti. Ormai l’Occidente Collettivo ha proprio una fame di guerra mondiale. La voracità cresce giorno dopo giorno. Vengono riesumati i tagliagole jihadisti per attaccare il governo di Assad in Siria. Viene fatta scatenare la piazza in Georgia perché il legittimo governo non vuole sostenere la banda Zelensky. E si organizza un colpo di stato in Corea del Sud dove il presidente proclama la legge marziale (poi obbligato a revocarla per la protesta generale) per impedire all’opposizione di fare politica, dal momento che l’opposizione è contraria alla guerra contro il Nord.
E, casualmente, anche in Georgia è la presidente della repubblica, ormai scaduta, che non vuole abbandonare la poltrona poiché il governo non è abbastanza filo occidentale.
Coincidenza, ovviamente, non un preciso piano dei burattinai di Biden che vogliono arrivare alla guerra mondiale prima dell’arrivo di Trump.
Ma ora lo sguardo si sposta verso l’Europa occidentale. Verso i Paesi che contano davvero, Germania e Francia. Berlino non è un problema per gli oligarchi nordamericani. L’economia tedesca è in crisi, la coalizione di guerrafondai – verdi, liberali e socialdemocratici – lascerà il posto ai cristiano democratici guerrafondai. Non cambia nulla, sino a quando la crescente povertà non farà detonare la situazione esplosiva.
Quanto alla Francia, Macron ha appena incassato una nuova sconfitta in Ciad, dopo essere stato cacciato da Niger, Mali, Burkina Faso. E sul fronte interno destra e sinistra si alleano per mandare a casa un governo incapace. Ma lui, il presidente, vorrebbe mandare i soldati francesi a morire in Ucraina.
Perché la guerra risolve tutto. Fa dimenticare ministri incapaci o disonesti, oligarchi rapaci, speculatori senza scrupoli. Basta qualche bara e si dimenticano i problemi della quotidianità.
Dalla Corea del Sud alla Georgia, l’Occidente Collettivo ha fame di guerra
Non è più solo un languore per mancanza di conflitti. Ormai l’Occidente Collettivo ha proprio una fame di guerra mondiale. La voracità cresce giorno dopo giorno. Vengono riesumati i tagliagole jihadisti per attaccare il governo di Assad in Siria. Viene fatta scatenare la piazza in Georgia perché il legittimo governo non vuole sostenere la banda Zelensky. E si organizza un colpo di stato in Corea del Sud dove il presidente proclama la legge marziale (poi obbligato a revocarla per la protesta generale) per impedire all’opposizione di fare politica, dal momento che l’opposizione è contraria alla guerra contro il Nord.
E, casualmente, anche in Georgia è la presidente della repubblica, ormai scaduta, che non vuole abbandonare la poltrona poiché il governo non è abbastanza filo occidentale.
Coincidenza, ovviamente, non un preciso piano dei burattinai di Biden che vogliono arrivare alla guerra mondiale prima dell’arrivo di Trump.
Ma ora lo sguardo si sposta verso l’Europa occidentale. Verso i Paesi che contano davvero, Germania e Francia. Berlino non è un problema per gli oligarchi nordamericani. L’economia tedesca è in crisi, la coalizione di guerrafondai – verdi, liberali e socialdemocratici – lascerà il posto ai cristiano democratici guerrafondai. Non cambia nulla, sino a quando la crescente povertà non farà detonare la situazione esplosiva.
Quanto alla Francia, Macron ha appena incassato una nuova sconfitta in Ciad, dopo essere stato cacciato da Niger, Mali, Burkina Faso. E sul fronte interno destra e sinistra si alleano per mandare a casa un governo incapace. Ma lui, il presidente, vorrebbe mandare i soldati francesi a morire in Ucraina.
Perché la guerra risolve tutto. Fa dimenticare ministri incapaci o disonesti, oligarchi rapaci, speculatori senza scrupoli. Basta qualche bara e si dimenticano i problemi della quotidianità.
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