Dall’estate italiana sono spariti i giovani

6 Agosto 2026

Dove sono finiti i giovani italiani? Dalle Alpi alla Sicilia ogni località turistica lamenta la scomparsa dei giovani. Quelli normali, ovviamente. Perché i maranza imperversano. Indisturbati sulle Riviere così come erano indisturbati nelle città di provenienza. Liberi di sfasciare, di aggredire, di rubare, di scatenare risse. Nella totale indifferenza dello stato. Per paura o per un disegno criminale di distruzione degli italiani?

In ogni caso i giovani italiani non ci sono più. Ci sono i ragazzini, quelli che in vacanza vanno ancora con mamma e papà. E basta. Appena crescono un poco, scelgono le vacanze all’estero, non solo per la possibilità di trascorrere gli stessi giorni con un budget inferiore. Ma anche perché “fa moda”, certo, come sostengono gli operatori turistici italiani. Che, tuttavia, evitano accuratamente di predisporre offerte mirate a questo target di età e di disponibilità economica.

È comodo nascondersi dietro l’alibi della fine dell’epoca delle immense compagnie celebrate dagli 883. È vero, è finita l’epoca dell’estate stessa spiaggia stesso mare e dei mesi di vacanza al mare o in montagna, sempre nei medesimi luoghi perché ciò che contava era rivedere gli amici di sempre, non di scoprire nuovi bar in posti esotici. D’altronde quando i ragazzi si ritrovano, restano comunque isolati, ciascuno attaccato al proprio smartphone.

Ma gli operatori turistici non si rendono conto che la mancanza di un’intera generazione dai luoghi di villeggiatura creerà enormi scompensi quando genitori e nonni usciranno di scena. Pensare a strategie rivolte ai giovani normali, però, è troppo faticoso. Meglio ritrovarsi con i maranza che spaventano gli anziani in Riviera o con le famiglie alla ricerca di fresco in montagna, senza alcun rapporto con la cultura, con la storia, con le popolazioni locali.

Mentre i grandi strateghi del turismo in località banalissime spiegano di fregarsene dei vuoti in spiaggia nel corso della settimana perché, loro, puntano sul turismo altospendente e non su un ceto medio ormai straccione. Però non si spiegano perché, i ricchi, insistano a trascurare località bruttine, con servizi pessimi. “Eppure abbiamo alzato i prezzi come nelle località per Vip”..

 

 

 

 

 

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