Democrazia Sovrana Popolare inizia la raccolta di firme per un’alternativa all’omologazione

5 Febbraio 2024

Les jeux sont faits, rien ne va plus. Marco Rizzo e la sua Democrazia Sovrana Popolare hanno rotto gli indugi ed hanno dato il via alla raccolta di firme per la presentazione delle liste alle elezioni europee di giugno. Un sasso lanciato nelle acque stagnanti di una politica priva di ideali e, di conseguenza, perfettamente identica dalla destra fluida alla pseuda sinistra armocromata.

Tutti schierati con le guerre di Biden, tutti con gli occhi chiusi sulla macelleria israeliana a Gaza, tutti indifferenti di fronte alla corruzione della banda Zelensky e alla concorrenza sleale dell’economia ucraina. Tutti impegnati contro il ceto medio italiano, contro i pensionati, contro i lavoratori poveri.

Perché non è solo la destra fluida e per nulla sociale a respingere il salario minimo orario, è anche la sinistra Fornero a sostenere che 9 euro lordi “sono un po’ tantini”. Hai visto mai che con una intera giornata di lavoro questi fastidiosi poveri possano permettersi di fare un salto a Courmayeur per bere un aperitivo! Inaccettabile: i poveri devono imparare a stare al loro posto, senza infastidire la gauche caviar in vacanza.

Contro questa politica prova a schierarsi, anche elettoralmente, Rizzo con il suo movimento. Che supera le vecchie contrapposizioni destra/sinistra ed imbarca esponenti in arrivo da entrambe le aree. Persone che si ritrovano insieme perché hanno idee. E, paradossalmente, su alcuni temi possono anche avere idee differenti, ma hanno le medesime preoccupazioni su ciò che sta succedendo e sul futuro che gli oligarchi stanno preparando in ogni parte del mondo.

C’è più intelligenza ad un banchetto per le firme di quanta se ne possa individuare in qualche commissione parlamentare.

Ovviamente non sarà facile raggiungere l’obiettivo, poiché le firme richieste sono tante, ma sarà comunque l’occasione per portare nelle piazze e nelle strade una proposta diversa rispetto al pensiero unico obbligatorio, atlantista e turbocapitalista, al servizio di interessi che non sono quelli dei vari popoli sottomessi.

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