Se la politica italiana continua ad essere condizionata da avvenimenti di 80 anni orsono, tanto vale che il punto di riferimento sia ancora più antico. Lo si è visto con le recenti esternazioni di Giorgia Meloni e sulle reazioni dei partiti esistenti e di quelli in nuce. L’intera politica italiana è ferma alla Rivoluzione francese, alle divisioni tra destra, centro e sinistra. Anche se, in un Paese che odia montagna e montagnard, il riferimento più adatto è al Marais.
Il pantano, la palude, dove si respira aria mefitica.
La metà degli italiani che si ostina a votare si posiziona sulle estreme, schifando il centro, e dopo il voto nascono nuovi tentativi di creare nuove formazioni centriste. Sia a livello nazionale sia a livello locale. Siamo fermi al patetico “avanti al centro contro gli opposti estremismi”. Hai visto mai che possa nascere qualcosa di vivo e vitale, capace di tirar fuori l’Italia dal pantano di una politica che finge di litigare per poi andare ad abbuffarsi tutti insieme. Tra la piscina privata del presidente del consiglio e le residenze a Capalbio, Cortina e Courmayeur dell’oppofinzione.
Ora lady Piscina scarica l’ala giovanile che non aveva capito di essere finita nella nuova Balena Bianca in stile Dc. Perché il dramma politico è rappresentato da qualche saluto scorretto in una festa privata, non dagli amministratori locali arrestati per malaffare. D’altronde è la Palude, cosa ci si può aspettare? Una palude fangosa indispettita persino dalle pozzanghere, troppo limpide per chi si è venduto in cambio di una poltrona.
Vale anche per gli armocromati. Che amano il Pantano, ma con il diritto ai vizi privati. Il resto non cambia.
E allora, in teoria, ci sarebbero immense praterie per chiunque fosse in grado di superare gli schemi della Rivoluzione. Giacobini, girondini, foglianti. Tutti ispirati da Cecco Beppe, come spiegherebbe il ministro delle cerimonie partenopee.
Serve altro. Ed è stupido e banale definire come “rossobruno” qualsiasi tentativo di andare oltre, di superare antichi schematismi utili solo a conservare il potere ai soliti noti.
L’obiezione è sempre la stessa: creare un nuovo partito ha costi enormi. Milioni di euro. Vero, però i costi si riducono man mano che aumenta l’intelligenza di chi se ne occupa. Perché le idee del Marais restano impantanate, un’idea intelligente si può diffondere utilizzando al meglio il mondo dei social, superando le censure, facendo rete con chiunque non sia fermo a Robespierre e Parri.
Gli arresti domiciliari di massa per il Covid hanno insegnato, perlomeno, ad utilizzare la rete. Che, ormai, conta molto di più degli ex grossi quotidiani ed anche delle TV ufficiali.
Però, se deve essere un progetto nuovo, non può basarsi su vecchie cariatidi riciclate. Su personaggi minimi che, non avendo fatto carriera nei partiti tradizionali, cercano uno strapuntino in qualche nuova formazione. Vanno benissimo i pensatori anche âgé, in grado di fornire esperienza e visione. Ma poi servono giovani che vogliono cambiare davvero, con entusiasmo e intelligenza.
Destra e sinistra italiane affascinate dal Pantano
Se la politica italiana continua ad essere condizionata da avvenimenti di 80 anni orsono, tanto vale che il punto di riferimento sia ancora più antico. Lo si è visto con le recenti esternazioni di Giorgia Meloni e sulle reazioni dei partiti esistenti e di quelli in nuce. L’intera politica italiana è ferma alla Rivoluzione francese, alle divisioni tra destra, centro e sinistra. Anche se, in un Paese che odia montagna e montagnard, il riferimento più adatto è al Marais.
Il pantano, la palude, dove si respira aria mefitica.
La metà degli italiani che si ostina a votare si posiziona sulle estreme, schifando il centro, e dopo il voto nascono nuovi tentativi di creare nuove formazioni centriste. Sia a livello nazionale sia a livello locale. Siamo fermi al patetico “avanti al centro contro gli opposti estremismi”. Hai visto mai che possa nascere qualcosa di vivo e vitale, capace di tirar fuori l’Italia dal pantano di una politica che finge di litigare per poi andare ad abbuffarsi tutti insieme. Tra la piscina privata del presidente del consiglio e le residenze a Capalbio, Cortina e Courmayeur dell’oppofinzione.
Ora lady Piscina scarica l’ala giovanile che non aveva capito di essere finita nella nuova Balena Bianca in stile Dc. Perché il dramma politico è rappresentato da qualche saluto scorretto in una festa privata, non dagli amministratori locali arrestati per malaffare. D’altronde è la Palude, cosa ci si può aspettare? Una palude fangosa indispettita persino dalle pozzanghere, troppo limpide per chi si è venduto in cambio di una poltrona.
Vale anche per gli armocromati. Che amano il Pantano, ma con il diritto ai vizi privati. Il resto non cambia.
E allora, in teoria, ci sarebbero immense praterie per chiunque fosse in grado di superare gli schemi della Rivoluzione. Giacobini, girondini, foglianti. Tutti ispirati da Cecco Beppe, come spiegherebbe il ministro delle cerimonie partenopee.
Serve altro. Ed è stupido e banale definire come “rossobruno” qualsiasi tentativo di andare oltre, di superare antichi schematismi utili solo a conservare il potere ai soliti noti.
L’obiezione è sempre la stessa: creare un nuovo partito ha costi enormi. Milioni di euro. Vero, però i costi si riducono man mano che aumenta l’intelligenza di chi se ne occupa. Perché le idee del Marais restano impantanate, un’idea intelligente si può diffondere utilizzando al meglio il mondo dei social, superando le censure, facendo rete con chiunque non sia fermo a Robespierre e Parri.
Gli arresti domiciliari di massa per il Covid hanno insegnato, perlomeno, ad utilizzare la rete. Che, ormai, conta molto di più degli ex grossi quotidiani ed anche delle TV ufficiali.
Però, se deve essere un progetto nuovo, non può basarsi su vecchie cariatidi riciclate. Su personaggi minimi che, non avendo fatto carriera nei partiti tradizionali, cercano uno strapuntino in qualche nuova formazione. Vanno benissimo i pensatori anche âgé, in grado di fornire esperienza e visione. Ma poi servono giovani che vogliono cambiare davvero, con entusiasmo e intelligenza.
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