Chi scatta con maggior rapidità agli ordini di Washington? La destra fluida di governo, liberista, atlantista, filo Netanyahu? Oppure la gauche di Capalbio – attraverso tutti i suoi media di servizio, gli influencer, i siti vari – entusiasta per ogni bombardamento statunitense, in difesa dei privilegi di casta, nemica di Netanyahu ma pronta a difendere ogni massacro in Palestina?

È una bella gara, senza vincitori perché i due avversari riescono a superarsi quotidianamente, più volte a giorno. E per un Tajani che, dopo 41mila palestinesi massacrati, per la stragrande maggioranza donne e bambini, ripete che Israele ha il diritto di difendersi, ci si ritrova con il sito de Linkiesta che, con Alessandro Cappelli, invita tutti gli europei a prendere esempio dalla buona Lituania che si prepara alla guerra contro Mosca.
Guerra: la parola magica che unisce i neomeloniani e la gauche intello. Che meraviglia! E non le solite sparate sulla guerra alla povertà o la guerra alla criminalità. Macchè, quelle sono sciocchezze del passato. E poi la guerra alla povertà l’hanno condotta entrambi gli schieramenti. Contro i poveri, ovviamente. Che l’hanno persa ma hanno visto le proprie fila ingrossarsi per l’arrivo del ceto medio impoverito.
Mentre la guerra alla criminalità vede di nuovo la gara per garantire maggiori tutele ai criminali. Le vittime sono una categoria che non interessa a nessuno.
