C’è stato un tempo, sino ad anni molto vicini, in cui la gauche intello e quella strettamente partitica si entusiasmavano per le guerre attraverso cui l’Occidente, Stati Uniti in testa, esportava la democrazia. L’Occidente dei buoni che sterminava i civili iracheni per offrire loro la libertà che non chiedevano. I buoni che, prima, avevano sterminato i vietnamiti che volevano un futuro diverso da Coca cola e barbecue. I buoni che, prima ancora, avevano liberato l’Italia distruggendo scuole con i bambini dentro, palazzi civili, chiese, ospedali.
Era il fascino della democrazia.
Ora, però, tutto è cambiato. Gli Stati Uniti – osannati da 80 anni come “liberatori” – hanno deciso che questa Europa, impegnata a censurare ogni pensiero libero, e di conseguenza scomodo, a loro non piace più.
La risposta corretta, da parte di popoli liberi, sarebbe una sola: “e chissenefrega”. Liberi gli yankee di disgustarsi, liberissimi gli europei di fregarsene. Ma gli ottusangoli di Bruxelles, i maggiordomi degli stati nazionali, non hanno la più pallida idea di cosa sia la libertà. La libertà non ha nulla a che fare con la censura, ma i cialtroni si nascondono dietro a leggi liberticide che hanno scritto sempre loro.
Non è un problema di democrazia da esportare con le armi. Ma è un problema di armi perché i guerrafondai europei hanno accolto la reprimenda Usa come un invito, un ordine, ad aumentare la spesa militare. Quando, in realtà, Trump e Vance hanno parlato di idee, di società, di visione.
Ma gente come Ursula, come Friedrich, come Emmanuel, come Antonio, hanno mai avuto un’idea loro, qualcosa di diverso da un ordine da eseguire per interessi altrui ed anche propri? Ovviamente no, meglio prendere i soldi dai contribuenti e regalarli ai mercanti di morte. Perché un’idea per il futuro dell’Europa non rientra nelle possibilità dei loro cervelli.
Destra fluida e gauche intello unite nella mancanza di idee sul futuro dell’Europa
C’è stato un tempo, sino ad anni molto vicini, in cui la gauche intello e quella strettamente partitica si entusiasmavano per le guerre attraverso cui l’Occidente, Stati Uniti in testa, esportava la democrazia. L’Occidente dei buoni che sterminava i civili iracheni per offrire loro la libertà che non chiedevano. I buoni che, prima, avevano sterminato i vietnamiti che volevano un futuro diverso da Coca cola e barbecue. I buoni che, prima ancora, avevano liberato l’Italia distruggendo scuole con i bambini dentro, palazzi civili, chiese, ospedali.
Era il fascino della democrazia.
Ora, però, tutto è cambiato. Gli Stati Uniti – osannati da 80 anni come “liberatori” – hanno deciso che questa Europa, impegnata a censurare ogni pensiero libero, e di conseguenza scomodo, a loro non piace più.
La risposta corretta, da parte di popoli liberi, sarebbe una sola: “e chissenefrega”. Liberi gli yankee di disgustarsi, liberissimi gli europei di fregarsene. Ma gli ottusangoli di Bruxelles, i maggiordomi degli stati nazionali, non hanno la più pallida idea di cosa sia la libertà. La libertà non ha nulla a che fare con la censura, ma i cialtroni si nascondono dietro a leggi liberticide che hanno scritto sempre loro.
Non è un problema di democrazia da esportare con le armi. Ma è un problema di armi perché i guerrafondai europei hanno accolto la reprimenda Usa come un invito, un ordine, ad aumentare la spesa militare. Quando, in realtà, Trump e Vance hanno parlato di idee, di società, di visione.
Ma gente come Ursula, come Friedrich, come Emmanuel, come Antonio, hanno mai avuto un’idea loro, qualcosa di diverso da un ordine da eseguire per interessi altrui ed anche propri? Ovviamente no, meglio prendere i soldi dai contribuenti e regalarli ai mercanti di morte. Perché un’idea per il futuro dell’Europa non rientra nelle possibilità dei loro cervelli.
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